De Cicco (Roche Italia): per gravi patologie i farmaci devono essere approvati rapidamente. L’Italia non è a rischio forniture farmaci

Aziende | Redazione DottNet | 14/04/2012 16:01

''Per alcune patologie gravi, come il melanoma, credo sia necessario prevede un percorso preferenziale'' per l'approvazione di farmaci particolarmente innovativi. Ne e' convinto Maurizio de Cicco, amministratore delegato di Roche Spa, che ne ha parlato alla presentazione alla stampa dello stabilimento di Segrate, dove verra' prodotto per tutto il mondo il vemurafenib, farmaco personalizzato per il trattamento del melanoma metastico. ''Ancora non siamo in grado di dire esattamente quando il farmaco sara' disponibile in Italia - spiega - perche' non abbiamo ancora ricevuto la prima convocazione. Il farmaco e' stato registrato in Europa a fine 2011, e i tempi medi in Italia sono abbastanza lunghi, visto che oscillano tra i 9 e 12 mesi. A questi vanno aggiunti i tempi delle Regioni, che costituiscono una vera barriera. In alcuni casi infatti ci mettono anche un anno per rendere disponibile ai cittadini il medicinale''.

 Ma quando si parla di patologie dove ''i pazienti hanno un periodo di vita limitato, come nel melanoma - continua de Cicco - avere a disposizione farmaci come il nostro puo' allungare la vita. Per questo servirebbe una corsia preferenziale''. Il vemurafenib attualmente e' gia' disponibile in Germania, Gran Bretagna, Svizzera e presto in Francia. ''Il nostro rammarico - conclude - e' che invece i cittadini italiani ancora non possano beneficiare di questa terapia''. Il farmaco negli Stati Uniti ha ricevuto l'autorizzazione ad agosto 2011 e in Europa dallo scorso febbraio, ma le richieste per il 2012 di vemurafenib, il primo farmaco personalizzato per il trattamento del melanoma metastatico, sono gia' aumentate. Tanto che lo stabilimento di Roche Spa di Segrate (Mi), che dovra' produrlo per tutto il mondo, ha dovuto triplicare i volumi di produzione programmati, facendoli passare da 4 tonnellate a 12, come hanno spiegato i suoi dirigenti. ''La pianificazione e' molto variabile - spiega Olaf Thiel, responsabile del sito milanese - e difficile perche' il mercato cambia. Se ad esempio cresce negli Usa, si ha un'impennata. Comunque le richiesta sono gia' aumentate''. A Segrate, oltre al vemurafenib, vengono prodotte 5 famiglie di farmaci e nel 2012 si prevede che si arrivera' a un totale di 1065 tonnellate prodotte, tra medicinali per i trapianti, Parkinson e obesita'. La produzione commerciale per gli Stati Uniti del farmaco per il melanoma e' partita a meta' 2011, anche se il confezionamento, in bottiglia, avviene in Spagna. Per l'Europa invece il confezionamento e' in blister e si fara' appunto nello stabilimento lombardo. Per il 2012 sono previsti 50mila pezzi, su un totale di 40 milioni di tutti i farmaci che verranno realizzati a Segrate. In Italia invece il vemurafenib non e' ancora disponibile, perche' l'Agenzia italiana del farmaco non ha ancora dato la ua autorizzazione. ''E' solo per la nostra volonta' di stare vicino ai pazienti italiani - precisa l'amministratore delegato dell'azienda Maurizio de Cicco - che abbiamo oltre 350 pazienti in terapia ad uso compassionevole, con un programma individualizzato e nominale con tempi legati all'ospedale che deve far approvare l'uso nominale. Abbiamo un processo interno di governance di distribuzione del farmaco rapido, ma ci sono alcune tappe che richiedono 2-3 settimane per l'accesso del farmaco al paziente''.

Roche e Illumina

De Cicco parla anche della fusione tra Roche e Illumina: ''La situazione e' ben al di sopra delle nostre teste'', ma quella tra Roche e Illumina ''potrebbe essere una simbiosi perfetta'' e dunque ''interessante anche per loro''. ''Il punto di forza di Roche - spiega - e' la sinergia tra pharma e diagnostica. Oggi si va sempre di piu' verso la ricerca di terapie personalizzate. Illumina e' leader nella sequenza dei geni e potrebbe essere interessante anche per loro avere un'azienda che fa diagnosi, completata dalla ricerca. A questo punto diventa una simbiosi perfetta di queste due parti''.

Pagamenti ai fornitori

''Al momento l'Italia non corre il rischio che vengano interrotte le forniture di farmaci, come in Grecia. Ma uno Stato che non e' in grado di rispettare i propri impegni con i fornitori diventa poco credibile, soprattutto agli occhi della casa madre, che e' preoccupata da questa situazione. Una condizione che non e' solo dell'Italia, ma anche di Spagna e Portogallo, oltre alla Grecia'', afferma  Maurizio Di Cicco -. In Italia abbiamo alcune situazioni  come quella del San Raffaele o di alcune case di cura private, a cui oggi chiediamo alcune garanzie per il pagamento. Siamo rimasti molto scottati dalla vicenda del San Raffaele, dove alla fine i fornitori ci hanno rimesso anche milioni di euro, nel caso della Roche''. Per questo l'azienda ha chiesto delle garanzie sui tempi dei pagamenti, ''che ora devono avvenire in tempi molto piu' limitati, e non biblici come prima. Cosa che stanno facendo da inizio anno''.  L'azienda farmaceutica e' comunque ''pronta a fare la sua parte in Italia - conferma Di Cicco - e contiamo molto sul fatto che la Pubblica amministrazione e il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, stiano intervenendo perche' i debiti con i fornitori siano risolti. La possibilita' di immettere del liquido nel circuito e' molto importante, perche' e' l'economia che ne beneficia. Il fatto che si voglia dunque affrontare il problema ci da' grande speranza''. Di Cicco ha concluso ribadendo quindi ''l'impegno di Roche verso i pazienti italiani, ma speriamo che la situazioni cambi''.

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