Il Pazopanib blocca la crescita del tumore alla vescica

Redazione DottNet | 14/04/2012 16:08

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Un farmaco molecolare, il Pazopanib, e' in grado di ostacolare la formazione dei vasi sanguigni che alimentano il tumore della vescica, bloccandone la crescita e in alcuni casi anche riducendone la massa. A questi risultati e' arrivato uno studio clinico di fase II (che dovra' essere quindi confermato da un successivo studio piu' esteso), presentato a Chicago dai ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano (INT) al congresso dell'American Association for Cancer Research. I ricercatori, inoltre, hanno dimostrato che una proteina prodotta dal sistema immunitario, l' interleuchina 8, e' in grado di 'predire' lo sviluppo del tumore e l'efficacia del farmaco: i pazienti con un basso livello di questa molecola, hanno mostrato infatti una maggiore sopravvivenza al tumore e su di loro il farmaco si e' dimostrato piu' efficace.

''Tradizionalmente - spiega Andrea Necchi, responsabile dello studio - la prognosi dei pazienti con tumore della vescica colpiti da ricadute o refrattari alla terapia e' negativa: i pazienti su cui cicli multipli di chemioterapia non hanno avuto successo hanno, purtroppo, una ridotta aspettativa di vita e le cure palliative sono spesso il compromesso piu' ragionevole''. Il Pazopanib non e' un farmaco nuovo, ma la sua azione positiva era stata finora dimostrata per il tumore del rene. Lo studio mirava proprio a verificare la possibile estensione del suo uso, come primo farmaco molecolare per il tumore della vescica. ''I dati ottenuti - continua Necchi - confermano la nostra ipotesi e riteniamo che i trattamenti anti-angiogenetici siano uno strumento importante tale da consentirci di ottenere risultati di rilievo in pazienti selezionati. Ma e' importante sottolineare - precisa l'oncologo - che si tratta ancora di una sperimentazione e non di una cura vera e propria per cui saranno necessari ulteriori studi con un maggior numero di pazienti''. Lo studio ha coinvolto 41 pazienti con tumore della vescica o ricadute, trattati tra il 2010 e il 2011. Tutti avevano fatto in precedenza almeno un trattamento di chemioterapia per malattia metastatica. Ai controlli successivi, 7 pazienti hanno mostrato un parziale regresso del tumore e 24 nessuna progressione della malattia: si tratta di una risposta positiva complessiva del 76%. La sopravvivenza media senza ricadute e' stata di 2,6 mesi; quella complessiva di vita di 4,7 mesi. Un risultato rilevante: il 10% dei pazienti ha mantenuto uno stato di remissione di malattia dopo un periodo medio di osservazione di 19 mesi. Quello della vescica e' il tumore piu' frequente tra i 60 e i 70 anni ed e' il secondo tumore urologico per incidenza dopo quello della prostata. Colpisce gli uomini in misura tre volte superiore rispetto alle donne.