Enpam, parte la raccolta di firme per introdurre la contribuzione ridotta su base volontaria. I sindacati: i medici dipendenti non devono pagare la quota A del fondo di previdenza

Redazione DottNet | 16/04/2012 17:31

Prende il via oggi la raccolta delle firme dei medici del Servizio Sanitario Nazionale alla petizione per il ripristino immediato della contribuzione ridotta su base volontaria di circa il 50% dell'attuale quota A del Fondo di Previdenza Generale dell'Enpam. La petizione, promossa dai dieci sigle sindacali dei medici (Aaroi-Emac – Fp Cgil Medici – Fassid (Aipac-Snr-Simet) – Cisl Medici – Fesmed – Anpo-Ascoti-Fials Medici – Uil Fpl Medici - Smi – Cipe – Ugl Medici), è indirizzata ai Presidenti dell'Enpam e della FnomCeo e si svolgerà attraverso la raccolte delle firme dei medici negli ospedali e nei servizi territoriali. Per i sindacati, infatti, “non è più accettabile che i medici dipendenti e convenzionati del Servizio sanitario nazionale, già titolari di un trattamento pensionistico obbligatorio, siano costretti a continuare a versare un contributo pieno anche per la quota A del Fondo di Previdenza Generale”.

 La riduzione della contribuzione è oggi possibile solo per i medici che avevano presentato istanza di ammissione al beneficio entro il 31 dicembre 1989, in quanto forniti di diversa copertura previdenziale obbligatoria. “Questa distinzione – affermano i sindacati -, anche a fronte del blocco del contratto e delle convenzioni fino al 2014, per i sindacati medici non è più tollerabile. Nel 2012 vedrà costretti tutti i medici ultraquarantenni a pagare un contributo Enpam quota A di 1.304,56 euro a fronte di 706,39 euro per chi può pagare già la quota ridotta. A questo tributo c'è anche da aggiungere 51,50 euro pro capite per tutti i medici per le spese relative all'indennità di maternità, adozione e aborto”. Peraltro, osservano i sindacati, “le prestazioni pensionistiche del Fondo Generale quota A sono sempre più povere e decurtate per l'erogazione di prestazioni assistenziali per gli iscritti e per i loro superstiti in condizioni economiche disagiate, funzione che si sovrappone alle attività dell'Onaosi, per la quale già i medici dipendenti versano un ulteriore contributo obbligatorio”. La petizione, pertanto, è finalizzata ad ottenere una deliberazione del Consiglio nazionale Enpam al quale spetta, d'accordo con il Consiglio nazionale della Fnomceo, la decisione sul dimezzamento dei contributi richiesto.

La lettera inviata da Anaao e Cimo all’Enpam

“Il dibattito sulla riforma dei regolamenti ENPAM – si legge nella missiva firmata da Troise (Anaao) e Cassi (Cimo) - culminato con la ipotesi inviata ai ministeri vigilanti, ha visto la partecipazione responsabile e costruttiva delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica che hanno presentato una serie di proposte che sono state verbalmente accolte sia in occasione dell'incontro tra i vertici dell'Enpam e le medesime organizzazioni sindacali sia in sede di Consiglio Nazionale della FNOMCeO".  "Va dato atto - aggiungono - che alcune di tali proposte (mantenimento contribuzione minima per esercenti la libera professione e per i pensionati, mantenimento dell'attuale età pensionabile sia pure con l'opzione al contributivo puro) sono state recepite nel testo inviato agli organi ministeriali".  "Tuttavia - precisano - la principale richiesta, ovvero il ripristino della contribuzione ridotta (50% della attuale contribuzione) per i medici dipendenti già assoggettati a contribuzione presso altri enti previdenziali, correlata all'adozione del sistema contributivo puro e al mancato o limitato esercizio dell'attività libero-professionale, pur avendo avuto esplicito consenso nelle riunione pubbliche sopracitate, non ha trovato riscontri nei deliberati degli organi statutari dell'Ente".    "Se appare comprensibile, tecnicamente, la difficoltà di elaborare norme del genere prima dell'approvazione da parte dei ministeri vigilanti del piano complessivo di adeguamento dell'Ente alle nuove normative, e la necessità di inserire la facoltà di contribuzione ridotta nelle previsioni del piano attuariale previsto per il dicembre 2012 – incalzano  - non si può non rilevare la mancanza di un esplicito e formale impegno degli organismi statutari in tal senso".  "Le sottoscritte OOSS richiedono, pertanto, una esplicita dichiarazione d'intenti che riassuma l'impegno a dar luogo alla previsione della contribuzione ridotta quanto prima e comunque entro il periodo di riscossione 2014. L'arrivo proprio in questi giorni degli avvisi di pagamento per il 2012 della quota del fondo generale rende indispensabile un chiarimento sulle contribuzione future".   "Riteniamo inoltre utile - sollecitano ancora - riunire periodicamente le O.O.S.S. per avviare un processo di riforma del fondo generale per renderlo più aderente alle esigenze dei contribuenti, anche in vista della riforma dello Statuto della Fondazione. Appare indispensabile, e urgente, per mantenere rapporti non conflittuali non solo con le organizzazioni sindacali della dipendenza, ma anche con una vasta platea di contribuenti un segnale di una chiara volontà politica di riformare la Fondazione nonché i servizi che eroga ai medici tenendo presente aspettative e legittimi interessi di tutte le fasce di contribuenti".

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