Accordo sindacati Governo sulla responsabilità professionale e ipotizzato il contratto unico di assicurazione. Guardie mediche, la Fimmg attacca la Cgil. La metà dei medici di continuità sono mmg

Redazione DottNet | 16/04/2012 20:02

 

Implementare i sistemi di gestione del rischio e mettere paletti chiari in ambito civilistico sulla responsabilita' del medico. Sono due dei principali capitoli su cui e' stato siglato un accordo al tavolo tecnico tra sindacati di categoria e ministero della Salute, terzo documento approvato in sede tecnica dopo quello sulle cure primarie e sui precari in camice bianco. Un documento tecnico che per lo Smi ''aumenta le protezioni per la categoria'' e ha visto ''una forte convergenza delle principali sigle sindacali'' e che per la Cgil medici ''rappresenta un buon punto di partenza che si dovra' tradurre in un impegno politico da realizzarsi entro la fine della legislatura''. Adesso, infatti, le indicazioni dei tecnici dovranno essere ratificate in sede 'politica' in un nuovo incontro dei sindacati con il ministro Renato Balduzzi (ancora non e' stata fissata una data), nel quale si dovranno valutare anche gli strumenti normativi con cui intervenire.

Nel documento approvato oggi si propone ''la delimitazione del ricorso alla medicina difensiva anche con una norma da introdurre in ambito civilistico, che ristabilisca il principio della necessita' dell'esistenza del rapporto causa ed effetto nella responsabilita' professionale sanitaria, compresi i casi di omessa informazione'' e si chiede anche ''una definizione normativa dell'atto medico e della colpa grave in ambito sanitario nonche' l'istituzione di collegi peritali e di albi specialistici di consulenti tecnici''. L'altro capitolo di interventi riguarda le assicurazioni: nel documento si chiede da un lato ''la responsabilita' del legale rappresentate dell'ente per le aziende che non rispettano le norme contrattuali sulla copertura assicurativa e sul patrocinio legale'' oltre all' ''obbligo delle aziende di stipulare i contratti per la copertura della colpa grave dei propri dirigenti e degli operatori con i premi a loro carico''. Dall'altro si punta a un ''contratto unico di assicurazione valido su tutto il territorio nazionale, la partecipazione dei sindacati nella definizione dei contratti assicurativi da parte delle Aziende Sanitarie e delle Regioni'' e un ''tavolo tecnico con l'Ania sui costi'.

Ecco il testo approvato.

- Implementare sistemi di gestione del rischio analizzando gli errori che sono stati commessi attraverso l’individuazione della aree critiche, con l’istituzione della struttura di risk management come Unità operativa complessa dipendente dalla Direzione sanitaria e la costituzione di una rete di referenti in ogni struttura dell’azienda. Il Clinical Risk Management è un nuovo sistema organizzativo che dovrà ridurre i rischi in ambito sanitario ivi compresi quelli organizzativi e strutturali.

-  Per una corretta valutazione dei rischi, è necessario individuare, in ambito aziendale, una serie di indicatori al fine di predisporre efficaci azioni correttive. Tale attività dovrà essere monitorata almeno semestralmente.

- Ristabilire il rapporto fiduciario tra medici e paziente attraverso la predisposizione di meccanismi che riportino su un piano virtuoso il rapporto fondamentale tra cittadino/utente, struttura sanitaria e medico. A tal fine è necessario che nelle strutture sanitarie vi sia una corretta gestione del risk management e degli Urp convolgendo i medici in attività formative e di supporto bidirezionale.

 2. Delimitare il ricorso alla medicina difensiva. Introdurre una norma in ambito civilistico, che ristabilisca il principio di necessità dell’esistenza del rapporto cause ed effetto nella responsabilità professionale sanitaria, compresi i casi di omessa informazione.

 3. Individuazione del concetto di rischio e di responsabilità medica. Definizione di atto medico: contenuti e limiti. Si suggerisce una definizione normativa della colpa grave in ambito sanitario.

 4. Istituzione di collegi peritali composti da professionisti delle varie discipline coordinate da un medico legale. Istituzione di albi specifici di consulenti tecnici.

 5. Attivazione di corsi formativi universitari e di corsi aziendali per i professionisti della sanità al fine di acquisire maggiori esperienze e professionalità in tema di rischio clinico.

 6. Garantire adeguata copertura assicurativa per la responsabilità professionale. Introduzione di una norma che preveda la responsabilità del legale rappresentante dell’ente per le aziende che non rispettano le norme contrattuali sulla copertura assicurativa e sul patrocinio legale. Modulare le polizze in base alla tipologia di struttura, all’organizzazione dell’ente stesso, al numero e alla tipologia di attrezzatura che vengono utilizzate ed alla tipologia delle specialità mediche che sono presenti nella aziende.

- Introdurre una norma che preveda l’obbligo da parte delle aziende di stipulare i contratti per la copertura della colpa grave dei proprio dirigenti e degli operatori con i premi a loro carico.

- Introdurre una norma che preveda l’obbligo da parte delle aziende di stipulare i contratti per la copertura della colpa grave dei proprio medici, veterinari ed altre professionisti anche in rapporto convenzionale.

 7. Aspetti relativi al contratto di assicurazione. Predisporre un contratto unico che sia valido su tutto il territorio nazionale al fine di garantire uguale tutela a tutti i medici dei Servizi sanitari regionali. Rendere necessaria la partecipazione delle Organizzazioni sindacali nella definizione dei contratti assicurativi da parte delle azienda sanitarie e delle regioni.

- Costituire un Tavolo tecnico con l’Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici Ania con la finalità di stabilire la proporzionalità tra i costi e i rischi effettivamente assunti.

 - Attivare e promuovere soluzione extragiudiziarie dei contenziosi.

 - L’eventuale azione di risarcimento del danno dovrà avere come legittimato passivo non il medico ma la Regione, la quale potrà agire entro un anno con azione di rivalsa verso il medico.

Fimmg contro Cgil sulla continuità

''La polemica sull'eliminazione della figura del medico di guardia medica, che alcuni esponenti della Cgil stanno tentando di portare avanti, ha ormai superato ogni limite ed e' la prova piu' eclatante della loro totale mancanza di conoscenza del sistema della continuita' assistenziale''. Cosi' la Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale) Continuita' Assistenziale commenta il documento conclusivo del tavolo tecnico sulle cure primarie sindacati-Ministero della Salute, discusso ieri, e su cui la FPCgil medici aveva proposto il superamento della guarda medica per farla diventare medico di medicina generale. ''I dati Enpam testimoniano - spiega in una nota - il 50% dei medici di continuita' assistenziale attualmente in servizio e' gia' medico di medicina generale. Questa quota si incrementa di circa il 5% ogni anno, mentre si riduce, da parte di questi medici con doppio incarico, il tasso di abbandono del servizio di guardia medica''. Dai dati in suo possesso, la Fimmg ha potuto rilevare che il servizio e' gestito al 15% con incarichi provvisori, determinati dalla riduzione dei medici e dai tempi di attesa che si realizzano tra l'inserimento in graduatoria e l'attribuzione dell'incarico definitivo. ''Con l'abolizione della guardia medica - continua - tali medici ricaverebbero solo la perdita del posto di lavoro per quanto provvisorio. C'e' poi un altro 10% che, sulla base di specifici accordi regionali, ha gia' incarichi con completamento orario a 38 ore settimanali, e un ulteriore 15% rappresentato da medici che affiancano all'attivita' di continuita' assistenziale quella libero professionale o compatibile, grazie alla specializzazione''. Secondo la Fimmg ''nell'arco di pochi anni il restante 10% potra' ottenere l'accesso alle funzioni di medico di medicina generale e il sistema risolvera' da solo quanto la Cgil sembra sostenere a favore dei medici, ma che alla luce delle bozze ministero-regioni sarebbe solo favorevole a eliminare i medici per sostituirli con altri''.

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