Farmacie promosse a pieni voti. Ma sono una casta. Liberalizzazioni: Lirosi (Pd), è grave la riproposizione della pianta organica delle farmacie

Redazione DottNet | 17/04/2012 15:33

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Le farmacie raccolgono una vera ovazione di consensi con voti positivi dal 94% della popolazione e dall'89% degli opinion leader per il servizio svolto anche se sono giudicate 'una casta'. Lo svela una indagine condotta da ISPO, l'Istituto di ricerca fondato da Renato Mannheimer, che ha analizzato due target di riferimento: una campione rappresentativo della popolazione italiana adulta e un campione di opinion leader nazionali (dirigenti di grandi aziende, giornalisti, economisti, istituzioni), tutti intervistati tra la fine di marzo e l'inizio di aprile 2012. "Le farmacie offrono un servizio utilissimo: non se ne potrebbe fare a meno": e' d'accordo il 90% della popolazione e il 97% degli opinion leader. Fondamentale anche l'aspetto relazionale e il ruolo di facilitatori nella gestione della malattia: ''per gli anziani e i malati cronici sono spesso un aiuto importante e facilmente raggiungibile" (88% di accordi), dispensatrici di buoni consigli, di supporto alla relazione medico-paziente.
Ma la connotazione di gruppo di potere non manca, specie tra gli opinion leader: 79% della popolazione e 83% degli opinion leader ritiene che le farmacie siano un gruppo di potere molto forte nel nostro Paese. E molti (specie opinion leader: 85%) ritengono che si tratti di una casta. Ma e' minoritaria la quota di quanti ritengono che "invece di essere al servizio dei cittadini pensano solo ai propri interessi" (41% popolazione e 34% opinion leader) e i più la ritengono una "categoria onesta" (76% popolazione, 69% opinion leader). Migliorabile invece, anche secondo il parere della presidente di Federfarma Anna Rosa Racca, la comunicazione per quello che riguarda le dinamiche sui prezzi dei farmaci che i cittadini vorrebbero piu' bassi.

 

 

 

 

Liberalizzazioni

"A meno di un mese dall'entrata in vigore del decreto Crescitalia, dopo la sua conversione in legge, una quindicina di senatori del Pdl capitanati dal senatore D'Ambrosio Lettieri provano a rimettere in discussione le norme vigenti sulla liberalizzazione nella distribuzione dei farmaci, presentando una decina di emendamenti al decreto-legge sulle commissioni bancarie", afferma Antonio Lirosi, Responsabile Consumatori e commercio del Pd. "Non è accettabile - continua Lirosi - il tentativo di depotenziare le liberalizzazioni su spinta delle solite lobbies - in questo caso con la reintroduzione della pianta organica e delle distanze minime per le farmacie - dopo un complesso e faticoso accordo politico raggiunto al Senato che, con il voto favorevole di tutti i gruppi che sostengono il Governo, ha consentito di guadagnare credibilità internazionale licenziando un provvedimento di legge di apertura dei mercati contenente norme più efficaci e incisive rispetto al testo originario". "Per questo non sono ammissibili marce indietro - incalza l'esponente del Pd -  ed è grave la sola presentazione di emendamenti su materie aggiuntive rispetto al provvedimento in esame (decreto-legge n. 29) che ricordiamo riguarda soltanto il tema delle commissioni bancarie". "E' auspicabile - aggiunge Lirosi -  pertanto che nel pieno rispetto dei vincoli sull'ammissibilità degli emendamenti - ribaditi recentemente anche dal Presidente della repubblica - il Presidente della X Commissione si orienti subito per l'inammissibilità degli emendamenti aggiuntivi per estraneità di materia. Sarebbe poi grave se emendamenti in materia di farmacie venissero presentati addirittura dal Governo al decreto n. 29 come riportano alcuni siti specializzati nel settore. L'inammissibilità non può valere solo e sempre per gli esodati e non per alcune categorie professionali", conclude Lirosi.