Cgil, chiesto un emendamento alla supertassa Inps sulle borse di studio

Redazione DottNet | 18/04/2012 19:27

Una proposta di emendamento al ddl lavoro per escludere dall'aumento del 6% dell'aliquota ridotta Inps i redditi derivanti da borsa di studio per chi gia' effettua i versamenti in altre casse previdenziali obbligatorie, a partire dai medici specializzandi e dai dottorandi. L'ha messa a punto la consulta delle professioni della Cgil, insieme a Cgil Medici, Funzione pubblica e Federspecializzandi. Proposta che e' stata inviata a tutti i senatori delle commissioni Sanita' e Lavoro del Senato, che sta vagliando il ddl sulla riforma del mercato del lavoro.

''L'art 36 del ddl - ricorda la Cgil in una nota - prevede dal 2013 al 2018 l'aumento di un punto percentuale ogni anno dell'aliquota previdenziale che passerebbe dal 18% al 24% anche per chi ha gia' un altra cassa previdenziale obbligatoria oppure e' gia' in pensione e lavora con contratti atipici''. Ma ''i medici e i dottorandi, versando all'Inps solo per gli anni di specializzazione o dottorato, potranno utilizzare questi contributi solo con una ulteriore penalizzazione economica in caso di ricongiunzione''. Inoltre, ''senza un aumento dell'entita' economica della borsa di studio la contribuzione aggiuntiva non sara' ripartita con l'ente 'committente', al quale spetterebbe due terzi del contributo, ma si scarichera' unicamente sul reddito netto della persona in formazione. In sostanza tutto il 6% in piu' sara' a carico del medico specializzando e del dottorando. A pagare la crisi - conclude la nota - sarebbe chi e' meno garantito''.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato