Balduzzi firma la lista dei 220 medicinali che lasciano la fascia C e approdano in parafarmacia e nella grande distribuzione. Forum parafarmacie: li avevamo già

Redazione DottNet | 21/04/2012 19:03

Colliri, medicinali per combattere l'herpes o le infezioni intime e pomate con antiinfiammatori. Sono alcune delle tipologie di farmaci che a breve si potranno trovare anche sui banconi di parafarmacie e corner dei supermarket, per effetto del decreto Salva-Italia, che, grazie alla lista stilata dal ministero della Salute con l'Agenzia italiana del farmaci (Aifa) porta fuori dalla competenza esclusiva della farmacia 'tradizionale' circa 220 medicinali. 

Il cosiddetto 'delisting', cioe' la nuova lista di farmaci che lasciano la fascia C, cioe' quella dei prodotti vendibili davanti a presentazione di ricetta medica ma non rimborsati dal servizio sanitario nazionale, e' stato firmato oggi dal ministro Renato Balduzzi, in anticipo sulla scadenza dei 120 giorni indicati dalla manovra del governo Monti per individuare questi farmaci. Ora i cittadini, come ha spiegato lo stesso ministero della Salute, potranno trovare prodotti di largo uso come ''antivirali per uso topico a base di acyclovir, antimicotici vaginali prodotti per la circolazione colliri antiallergici e antiinfiammatori per uso topico''. Resteranno invece di competenza della farmacia 'tradizionale' ''i medicinali stupefacenti, gli iniettabili, i medicinali del sistema endocrino e di tutti i medicinali per i quali e' previsto il piu' rigoroso regime della vendita dietro presentazione di ricetta medica da rinnovare volta per volta'', quelli che gia' lo stesso decreto legge escludeva dalla possibilita' di passare alla vendita senza ricetta. Resteranno insomma da somministrare solo con la prescrizione del medico, anche se sulla 'ricetta bianca', medicine come gli anticoncenzionali o gli antidepressivi (ad esempio il tavor). L'intero mercato dei farmaci di fascia C rappresenta un mercato da circa 3 miliardi di euro l'anno e il provvedimento approvato dal governo aveva suscitato le critiche da parte dei titolari delle 18mila farmacie sparse lungo il territorio, preoccupate di perdere un importante quota di mercato a danno delle parafarmacie e della grande distribuzione. Viceversa era molto attesa dai parafarmacisti che rivendicano pero' anche la possibilita' di vendere i farmaci con ricetta ma a carico del Ssn, visto che anche nella grande distribuzione e in parafarmacia e' comunque sempre prevista la presenza di un farmacista. La lista completa dei medicinali che sono stati in sostanza 'liberalizzati' verra' pubblicata, con ''la specificazione del principio attivo e del marchio di fabbrica'' nei prossimi giorni in GazzettPer il Forum delle parafarmacie e' ''totalmente negativo'' il giudizio sulla lista dei 220 farmaci che escono dalla 'fascia C' e potranno essere venduti in parafarmacia in base al decreto firmato ieri dal ministro della Salute, Renato Balduzzi. ''Ci aspettavamo molto di piu' - spiega Giuseppe Scioscia, presidente del Forum - Si parlava di una lista corposa e invece ci hanno dato quello che gia' avevamo. Antivirali, antifungini e antinfiammatori gia' li vendevamo infatti. Abbiamo calcolato che l'incidenza economica sulla fascia C dei farmaci che ci hanno assegnato sara' di circa il 2%. Noi continueremo a lottare, ma a questo punto per arrivare a vendere tutti i farmaci di fascia C con la ricetta''.a Ufficiale.

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