In Italia troppe diseguaglianze sulla somministrazione dei vaccini

Redazione DottNet | 21/04/2012 19:25

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In Italia esiste una situazione di 'federalismo' vaccinale, con profonde diseguaglianze tra le varie Regioni. La denuncia arriva dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, che ha elaborato un'indagine sulla prevenzione vaccinale in 5 regioni (Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna, Trentino) con un focus sulla vaccinazione contro il papillomavirus Hpv per le ragazze. Varie le aree di criticita' riscontrate, in particolare nell'organizzazione e nella comunicazione ai cittadini.

 D'altro canto, afferma il Tdm, il Piano Nazionale Vaccini ''è fermo al 2005-2007 e questo ha accresciuto le differenze sul territorio nazionale e impedito il pari accesso alle prestazioni in tutte le Regioni''. Dunque, e' il richiamo dell'associazione, ''le differenze nelle modalità organizzative, nei calendari vaccinali e negli oneri per i cittadini sono tali da richiedere un rafforzamento della politica nazionale sui vaccini''. Ad oggi, ricorda l'indagine, ''esiste solo il testo del Piano Nazionale Vaccini 2012-2014 varato dalla Conferenza Stato-Regioni, che fa un forte richiamo sia all'inclusione della prevenzione vaccinale nei Livelli Essenziali di Assistenza, sia al superamento delle differenze territoriali''. In particolare, sottolinea il Tdm, la vaccinazione contro l'infezione da HPV (responsabile del cancro alla cervice uterina) è offerta gratuitamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale alle ragazze dodicenni attraverso i servizi vaccinali. In questo ambito, rileva l'indagine, ''emerge una grande disomogeneità, ad esempio per numero di centri vaccinali attivi per ASL, modalità di appuntamento per la somministrazione del vaccino e canali di prenotazione differenziati''. Quanto all'informazione, si registra un ''trend in diminuzione per le campagne e le iniziative finalizzate a sensibilizzare i cittadini sull'argomento'', mentre nelle scuole ''non viene svolta attività di informazione''. Al momento, rileva il Tdm, la quota di donne fino a 55 anni che si sono vaccinate e' pari al 7,2%; risulta vaccinato il 62,2% delle quattordicenni, ma la quota decresce tra le attuali tredicenni (59,9%) e dodicenni (54,3%), segnalando così una ''flessione alle adesioni alla campagna di vaccinazione gratuita''. Scarsa la diffusione della vaccinazione fuori dal regime di gratuita': le over-18 vaccinate sono infatti solo il 2,9%.