Spesa sanitaria, prosegue la crescita. Confermato il gap Nord Sud

Redazione DottNet | 23/04/2012 11:37

La spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL, a livello nazionale, prosegue la sua crescita, passando dal 6,07% nel 2002 al 6,87% nel 2008. Si conferma anche la forbice Nord-Sud: la spesa va, infatti, da un massimo di 10,46% della Campania a un minimo di 5,24% della Lombardia. Lo rileva il Rapporto Osservasalute 2011, sottolineando come la spesa italiana per la sanità sia ''inferiore a quella di altri Paesi come Gran Bretagna, Germania e Francia, ma il suo valore è comunque allineato alla media dei Paesi dell'OCSE''. Anche nel 2010, si rileva inoltre nel Rapporto, il Sistema sanitario nazionale ''si conferma complessivamente in disavanzo: 2,325 mld di euro circa. Però il disavanzo è notevolmente diminuito rispetto ai 3,251 mld del 2009''.

Dall'indagine arriva pero' un giudizio positivo in merito al funzionamento degli ospedali, ''usati in modo sempre più appropriato'', mentre ''migliora l'efficienza gestionale delle cure ospedaliere''. Cosi', si legge nel Rapporto, ''i dati del 2009 confermano il trend in forte diminuzione del tasso di ospedalizzazione e parallelamente delle giornate di degenza. Il tasso complessivo a livello nazionale (179,4‰) è leggermente inferiore allo standard di 180 ricoveri per 1.000 abitanti fissato dalla programmazione, ed ormai solo 8 regioni presentano tassi superiori a tale soglia''. Diminuiscono anche i giorni ''trascorsi inutilmente in ospedale: La degenza media, sostanzialmente stabile da anni, nel 2009 mostra un lieve decremento rispetto all'anno precedente (da 6,8 a 6,7 giorni)''. La fotografia del Ssn mostra inoltre che il personale sanitario è donna: infatti, le donne rappresentano il 63% del personale dipendente, mentre gli uomini il 37% (anni 2007-2009). Nel 2009 il personale a tempo indeterminato rappresenta circa il 94%, ma a livello regionale le discrepanze sono molte e il personale con lavoro flessibile varia da un minimo di 2,2% in Veneto a un massimo di 10,8% in Sicilia e 12% in Valle d'Aosta. Per quanto riguarda poi la trasparenza delle Aziende ospedaliere sul fronte liste d'attesa, emerge che nel 2011 solo il 44% di esse pubblica online i dati sulle attese. I dati maggiori si osservano, a pari merito, in Piemonte e Friuli Venezia Giulia (100%).

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