Nasce la rete FarmacieCe dove è immediatamente reperibile la contraccezione d’emergenza. Intervista con il prof. Arisi, presidente della Smic

Redazione DottNet | 24/04/2012 16:08

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La contraccezione d’emergenza va assicurata nel più breve tempo possibile. Per cui, una volta ottenuta la ricetta dal medico prescrittore, occorre reperire immediatamente il farmaco. Ma può accadere che la farmacia non abbia la disponibilità immediata del prodotto, costringendo così la paziente a lunghe e a volte estenuanti ricerche. La rete farmaciaCe.it, messa a punto dalla Merqurio Editore, consente di conoscere in tempo reale, con l’aiuto del sito web e della mappa interattiva, le farmacie dove è possibile trovare con certezza con disponibilità immediata acquistare il prodotto e con in più gli orari, anche festivi e notturni.

Sul portale, già attivo, sono, dunque, evidenziate le farmacie che dispongono in ogni momento del farmaco dei farmaci contraccettivi di emergenza con la garanzia della professionalità del farmacista e della certificazione dei prodotti. ll sito www.farmaciace.it  è realizzato in maniera chiara e semplice affinché l’utente possa individuare velocemente  la farmacia dove è possibile reperire il farmaco: basta, per esempio, indicare il proprio Cap o indirizzo e in pochi istanti apparirà la mappa con le indicazioni per poter raggiungere la farmacia più vicina con la certezza di trovare il prodotto contraccettivo. Dal momento dell’attivazione del portale sono più di 400 le farmacie italiane che hanno aderito all’iniziativa di Merqurio Editore. Ma via via se ne stanno inserendo sempre di più, come dimostra il continuo aggiornamento del sito: al farmacista basta inserire i propri dati nell’apposito spazio sul portale e viene immediatamente aggiunto alla lista. Giova ricordare che il farmaco per la contraccezione d’emergenza va assunto nel più breve tempo possibile, non oltre le 72 ore - con i prodotti di prima generazione - e non oltre le 120 ore - con i farmaci appena introdotti in commercio - dal rapporto non protetto o dopo il fallimento di altri metodi contraccettivi.

 

Emilio Arisi è il presidente della  SMIC, la Società Medica Italiana per la Contraccezione, che lavora in sinergia con tre componenti mediche, appartenenti ad altrettante società: AOGOI (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale, AGITE (Associazione dei Ginecologi Territoriali). Il professor Arisi è anche  dirigente dell’AOGOI (Associazione Ginecologi Ospedalieri Italiani) e della SIGO (Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia).

Professore, l’iniziativa FarmaciaCe ha l’obiettivo di rendere immediatamente disponibile il farmaco per la contraccezione d’emergenza. Nelle farmacie che hanno aderito si ha così la certezza di trovare il prodotto senza lunghe  attese.

È un’ottima iniziativa, senza dubbio.  E evidente che la disponibilità di un farmaco di questo tipo facilita l’efficienza e la validità perché come è ormai ben noto il prodotto è tanto più efficace quanto prima lo si assume. Non è un caso che si chiami pillola d’emergenza. Anzi vorrei chiarire un concetto

Dica

Chiamarla pillola del giorno dopo o dei cinque giorni dopo può essere fuorviante, perché il farmaco va preso entro le prime ventiquattro ore dal rapporto fecondante. Certo l’effetto si può ottenere anche successivamente, ma l’efficacia maggiore la si ottiene se somministrata al più presto.

Per quanto riguarda la pillola dei cinque giorni dopo, l’Italia è stata l’ultima a dare l’approvazione.

La contraccezione d’emergenza dei “cinque giorni dopo” rappresenta  una novità per noi, ma non dimentichiamo che in realtà questo farmaco ha già ricevuto l’autorizzazione da parte degli Enti regolatori internazionali ed è utilizzato in più di venti Stati europei. Sono convinto che non ci fosse stata l’influenza della cultura cattolica, il contraccettivo d’emergenza sarebbe arrivato molto prima in Italia e senza la necessità di effettuare il test di gravidanza.

Che lei contesta.

Certo. L’Italia è l’unico Paese che richiede il test, quasi come se noi fossimo dei geni rispetto alle altre nazioni del mondo. Se ci fosse una gravidanza in corso, ci sarebbe sicuramente un allerta medico con altri aspetti. Ma sinceramente non comprendo a che cosa serva un esame prima di assumere la pillola per la contraccezione d’emergenza.

Un medico iscritto a Dottnet ci chiede  se la pillola dei 5 giorni dopo si può usare anche nei giorni che seguono la ovulazione, cioè nella seconda fase del ciclo mestruale.

Come ho già detto, la pillola d’emergenza  agisce subito prima che l’ovulazione avvenga, presa dopo è assolutamente inutile.

Da un punto di vista farmacologico, come funzionano le pillole per la contraccezione d’emergenza ed in particolare l’ultimo farmaco  arrivato, la pillola dei cinque giorni dopo?

Precisiamo subito che l ’Ulipristal acetato non va assolutamente confuso con i cosiddetti farmaci abortigeni anche se il principio attivo utilizzato appartiene alla categoria dei modulatori dei ricettori del progesterone, ormone indispensabile per creare le condizioni adatte alla fecondazione dell’ovulo.  Questo farmaco blocca il rilascio da parte dell’ipofisi dell’ormone LH che induce l’ovulazione e quindi la conversione del follicolo ovarico in corpo luteo. Ritardando il meccanismo della ovulazione di alcuni giorni si permette che gli spermatozoi del rapporto a rischio non siano più in grado di fecondare un ovulo. Inoltre, i modulatori del progesterone hanno azioni diverse a seconda della dose impiegata, e nel caso dell’Ulipristal, per esempio,  il dosaggio di principio attivo utilizzato è di soli 30mg, un quantitativo ottimale per ritardare l’ovulazione.