Terapia di anticorpi intravena per combattere l’Alzheimer

Redazione DottNet | 24/04/2012 11:51

Una sorta di ''vaccino'', basato sulla somministrazione (intravena) di anticorpi (immunoglobuline) a lento rilascio, puo' rallentare l'esordio e la comparsa dei sintomi del morbo di Alzheimer, nonche' forse anche rallentarne il decorso, aumentando plasticita' cerebrale e neuroprotezione.E' quanto riferira' oggi nel corso dell'Experimental Biology 2012 a San Diego Giulio Maria Pasinetti della Mount Sinai School of Medicine di New York che ha condotto una serie di studi su modelli animali di demenza senile e visto che il lento rilascio di anticorpi intravena protegge il cervello degli animali promuovendone la plasticita' e quindi ritardando l'esordio della malattia.

Il trattamento con anticorpi non e' una novita' ed e' stato testato anche su pazienti ma con risultati per ora dubbi o comunque non conclusivi. Secondo Pasinetti queste 'ombre' nell'esito dei trial clinici sono dovute al modo di somministrare le immunoglobuline. E' favorendone il lento rilascio che fanno effetto, spiega, probabilmente modulando l'attivita' di fattori neuroprotettivi e l'immunita' naturale, col risultato di aumentare la plasticita' del cervello, ovvero di mantenerlo ''scattante'' ed elastico.

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