Alla Fornero il dossier Enpam: da De Lorenzo a Parodi, vent’anni di gestione nel mirino dei magistrati.

Gianni Pacelli | 27/04/2012 20:55

enpam medicina-generale pensione previdenza

E’ da due giorni sulla scrivania del ministro del Lavoro Elsa Fornero la relazione del collegio sindacale di Enpam, la cassa di previdenza dei medici, sull’impatto che avrà sui conti dell'ente l'inchiesta giudiziaria romana sui derivati finanziari (500 milioni le perdite stimate). Per il momento il contenuto del documento elaborato e approvato dal collegio sindacale sabato (il presidente dei sindaci Enpam è Ugo Venanzio Gaspari) è al vaglio dei tecnici ministeriali, come anticipa il Sole24ore. Ora al ministero attendono anche la relazione sui conti Enpam elaborata dalla Covip, l'authority della previdenza italiana presieduta da Antonio Finocchiaro. Il Governo, dunque, avrà il compito di fare chiarezza su quanto avvenuto e soprattutto dovrà evitare il crac dell’Ente.

Chi ha studiato il caso è stato proprio l’attuale premier Mario Monti più di un anno fa quando era consulente di Goldman Sachs. Molti dei vostri commenti, postati su Dottnet, si rifanno alla storia dei vertici dell’Enpam, puntando il dito, in particolare, sulla lunga presidenza Parodi. Vediamo, allora, di ripercorrere brevemente un po’ di storia della Cassa dei medici, come ha fatto Statera su Repubblica,  partendo da Maurizio Dallocchio, consigliere dell'ente da più di tre lustri, indagato dalla magistratura insieme al presidente Eolo Parodi,  dal momento che il mezzo miliardo di perdite su speculazioni in derivati viene in buona parte addebitato proprio a Dallocchio, docente  di Economia aziendale alla Bocconi (di cui il professor Monti è stato presidente fino a qualche mese fa), ruolo nel quale, tra l'altro, fu relatore della tesi di laurea di Giulia Ligresti, dell'omonimo gruppo con il quale l'Enpam ha intrecciato numerosi, onerosi e discussi affari immobiliari. Franco Stefanoni nel libro "I veri intoccabili", uscito da poco per Chiarelettere, racconta con grande dovizia di particolari l’inizio dello scandalo che risale ai primi Anni Novanta: è il 1993 quando Ferruccio De Lorenzo, negli anni Settanta deputato liberale, sottosegretario alla Sanità e piduista, poi per tre lustri presidente dell’Enpam, viene arrestato ai domiciliari, vista le venerabile età, per lo scandalo dei palazzi d'oro, l'acquisto di immobili in cambio di tangenti dai palazzinari. Sulla stessa strada anche il figlio  Francesco, ministro della Sanità fino al 1993, che fu poi condannato in una delle inchiesta di Tangentopoli. Tre giorni dopo l'arresto di De Lorenzo padre, il ministro del Lavoro, l’andreottiano Nino Cristofori, nomina Eolo Parodi commissario dell'Enpam. Per quasi vent’anni, dunque, Parodi ha guidato le sorti dell’Ente: ex parlamentare europeo della Dc, poi deputato berlusconiano scajolano, è finito sotto inchiesta per il  mezzo miliardo finito  in derivati e per i  centinaia di milioni elargiti in acquisti e vendite di immobili su consiglio – come dice Parodi - del bocconiano professor Dallocchio. Su Panorama di lunedì abbiamo fatto cenno alle speculazioni immobiliari: i magistrati, come abbiamo precisato, hanno puntato le loro mire sul palazzo della Rinascente di piazza Duomo, acquistato dall’Enpam per 472 milioni di euro. Ad incassare questa cifra, la più alta mai pagata in Italia per un immobile,  è stata la società Prelios che ha ottenuto così una  plusvalenza di oltre 108 milioni di euro. Palazzo Broggi in piazza Cordusio è entrato a far parte del patrimonio dell’Ente per 54 milioni di euro, e la Torre Velasca, uno dei simboli di Milano, è stata stimata sui 100 milioni di euro: “Il presidente Monti ha ripetuto la settimana scorsa che è la corruzione, più che l'articolo 18, a impiombare l'Italia. Ma come si fa a sconfiggerla, anche con la nuova legge, se le dinastie delle tangenti si perpetuano in Italia per decenni sedute su miliardi di euro?”, ha scritto Alberto Statera su Repubblica. Come non condividere?.