Parkinson: studio, cantare a mente aiuta a camminare meglio

Redazione DottNet | 28/10/2008 14:02

deambulazione parkinson

Musica migliore amica dei malati di Parkinson. Canticchiare una canzone ad hoc, anche solo mentalmente, aiuta i pazienti a camminare meglio e a superare i problemi di deambulazione tipici della malattia. A promuovere la “terapia delle note” è uno studio giapponese della Mie University School of Medicine di Tsu, firmato dai ricercatori Japan Masayuki Satoh Shigeki Kuzuhara. Il team suggerisce che molti disturbi motori dei parkinsoniani possono essere migliorati con la musicoterapica, e più semplicemente istruendo i pazienti a “ripassare” a mente una canzone di riferimento. Un brano scelto appositamente, capace di funzionare da “metronomo” del passo.

I malati di Parkinson devono affrontare ogni giorno la difficoltà di avere un corpo che non risponde in modo coerente alla loro volontà – ricorda in una nota la Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani onlus – non solo per effetto del classico tremore, ma anche per disturbi più o meno pronunciati nella deambulazione. Lo studio nipponico, condotto su 8 pazienti con Parkinson di grado moderato, si è rivelato un vero successo tanto che i pazienti hanno imparato a usare questo sistema nella vita di tutti i giorni per migliorare la loro andatura. Il risultato è stato raggiunto progressivamente, prima invitando i pazienti ad ascoltare una canzone ben ritmata, poi chiedendo loro di battere il ritmo con le mani, quindi invitandoli a cantare e a battere il ritmo nello stesso tempo, fino ad arrivare a cantare mentalmente camminando. Gli autori ritengono che l’”effetto pentagramma” sia legato alla componente ritmica del brano, che agisce su particolari strutture cerebrali dette gangli della base. Lo studio, riportato sulla newsletter della Fondazione Mariani “Neuromusic News” è stato pubblicato su European Neurology e rappresenta la prima prova scientifica di un metodo empirico da tempo utilizzato dai terapisti per migliorare la deambulazione nei parkinsoniani, ricorrendo a stimoli visivi e uditivi come strisce sul pavimento oppure il classico metronomo dei musicisti. Il vantaggio della canzone cantata mentalmente è che la tecnica sfrutta un ritmo “interno” e può essere utilizzato d tutti i malati.