Delisting, un mercato da 164 milioni. Ma per la Coop è peggiorativo rispetto alla situazione precedente. Aifa, nuove norme di confezionamento

Farmaci | Redazione DottNet | 07/05/2012 19:03

Il mercato dei farmaci contenuto nel cosiddetto 'delisting' messo a punto da Aifa e ministero della Salute, che potranno essere venduti anche al di fuori del canale della farmacia, vale circa 164 milioni di euro, su un totale di oltre 3 miliardi di euro dell'intera classe C. Lo ha spiegato Sergio Liberatore, Amministratore Delegato IMS Health Italia, intervenendo questo pomeriggio alla Nuova Fiera di Roma ad un convegno sull'andamento dei mercato in farmacia e nei canali alternativi. "La stima, considerando gli ultimi trend - spiega in proposito Liberatore - e' che il 10% di questa fetta di mercato arrivi nei canali alternativi, dalle parafarmacie alla Grande Distribuzione, mentre il 90% rimanga in farmacia". Riguardo invece ai farmaci veterinari contenuti nel 'delisting', spiega l'esperto, "qui le stime parlano di un valore di mercato di circa 140 milioni, con una quota potenziale destinata ai canali alternativi calcolata intorno al 17%".

 

 

''Non 230, ma al netto solo 136 farmaci vendibili. A conti fatti appena il 6% delle vendite della fascia C'' che non comportera' ''nessuna boccata di ossigeno per i consumatori''. E' una bocciatura senza appello quella che arriva da Coop, prima catena della grande distribuzione in Italia, sul decreto per il delisting relativo alla vendita dei farmaci di fascia C fuori dal circuito delle farmacie appena pubblicato in Gazzetta ufficiale. Un decreto - si legge in una nota - anti-liberalizzazione che mantiene lo status quo ad appannaggio delle farmacie ed e' persino peggiorativo rispetto alla situazione precedente''. Cosi' ''si e' gettata alle ortiche una liberalizzazione che solo nel settore dei farmaci di fascia C avrebbe potuto generare una riduzione dei prezzi per un valore di 250 milioni complessivi a beneficio dei consumatori''. Per Coop, ''al danno si aggiunge anche la beffa'' del regolamento attuativo che ridefinisce i requisiti strutturali dei corner ''alla stessa stregua di una farmacia con inevitabile aumento dei costi di investimento e gestionali''. Cosi', osserva Coop, ''siamo uguali alla farmacia per cio' che attiene la struttura dell'esercizio, lavorano da noi farmacisti laureati e abilitati alla professione (solo in Coop sono circa 300 e si tratta di nuova occupazione), ma non possiamo fornire lo stesso servizio e siamo confinati a somministrare farmaci da banco, farmaci veterinari e ora una esigua gamma di farmaci di fascia C''.

La lista comprende, secondo il ministero,  230  farmaci che 'lasciano' la fascia C e potranno essere venduti anche nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione senza piu' obbligo di ricetta. La lista completa e' stato pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 aprile e comprende l'elenco dei farmaci di fascia C ad esclusiva vendita nelle farmacie su prescrizione medica, quelli 'delistati' e altri 117 che provvisoriamente sono ancora vendibili solo con ricetta, ''in attesa delle valutazioni della Commissione consultiva tecnico-scientifica dell'Aifa''. In farmacia, con prescrizione ma a carico dei cittadini, restano 3.246 farmaci gia' esclusi dalla possibilita' di essere 'liberalizzati' dallo stesso decreto Salva-Italia (tra questi ad esempio i medicinali del sistema endocrino, quelli parenterali, gli stupefacenti) e altri 1.719 che, si e' stabilito, non hanno le caratteristiche per essere commercializzati senza ricetta.Si potranno invece acquistare in parafarmacie e grande distribuzione 230 farmaci tra i quali medicinali contro l'herpes labiale (antivirali per uso topico a base di aciclovir), antinfiammatori da applicare sulla pelle, colliri antiallergici, antimicotici vaginali.

Aifa, nuove norme di confezionamento

Pubblicato sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) un avviso alle Aziende Farmaceutiche relativo agli adempimenti conseguenti al cambio di regime di fornitura dei farmaci che, in base all'allegato B al decreto del Ministero della Salute del 18 aprile 2012 (il cosiddetto decreto delisting) potranno ora essere venduti senza ricetta medica.

Ecco il testo integrale dell’avviso dell’Aifa.

“Sono pervenuti all’AIFA numerosi quesiti sugli adempimenti a cui sono tenute le Aziende farmaceutiche titolari delle autorizzazioni all’immissione in commercio di medicinali ricompresi nell’allegato B al decreto del Ministero della salute del 18 aprile 2012 (“Attuazione delle disposizioni dell’articolo 32, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sulla vendita dei medicinali previsti dall’articolo 8, comma 10, lettera c) della legge 24 dicembre 1993, n. 537”), pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 97 del 26 aprile 2012.  Il predetto allegato B contiene l’elenco dei medicinali non erogabili a carico del SSN che erano precedentemente soggetti al regime di vendita dietro presentazione di ricetta medica, e come tali riservati alle farmacie, ma che oggi, a seguito dell’adozione del citato decreto Ministeriale 18 aprile 2012, possono essere venduti, senza ricetta, anche nelle c.d. parafarmacie e nei corner della grande distribuzione aventi i requisiti previsti dalla legge.  Poiché il mutamento del regime di fornitura al pubblico di questi medicinali è già intervenuto per espressa disposizione di legge, a conclusione di una specifica procedura disciplinata dallo stesso legislatore, nessun ulteriore provvedimento a questo riguardo deve essere posto in essere da questa Agenzia.  E’ tuttavia necessario che le Aziende farmaceutiche interessate, senza presentare formale domanda di modifica degli stampati, adeguino le etichette e i fogli illustrativi dei medicinali ricompresi nell’allegato B all’ avvenuto inquadramento di tali prodotti fra i medicinali non soggetti a prescrizione medica.  Considerato il carattere straordinario delle modalità con cui è stato operato il cambiamento del regime di fornitura, è consentita l’ulteriore vendita senza ricetta, tramite il canale delle farmacie e degli altri esercizi commerciali aventi i requisiti di legge, delle scorte di confezioni di medicinali che facciano ancora riferimento all’obbligo di presentazione di ricetta medica, fino all’esaurimento delle stesse.  Le Aziende farmaceutiche dovranno comunicare all’AIFA il numero e la data dei lotti a partire dai quali le confezioni dei medicinali in questione saranno conformi al nuovo regime di vendita.  In seguito, potranno essere presentate, secondo l’ordinaria procedura prevista dalla normativa vigente, eventuali domande di modifica del regime di fornitura di tali medicinali da SOP a OTC”.
 
 

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