Fadoi, al via il congresso. Sondaggio negli ospedali: si soffre troppo per il dolore

Medicina Interna | Redazione DottNet | 06/05/2012 09:44

E’ in pieno svolgimento, al Palacongressi di Rimini, il XVII edizione del Congresso Nazionale Fadoi, Società Scientifica di Medicina Interna Ospedaliera. L’appuntamento, che andrà avanti fino all’8 maggio, offre ai partecipanti un vasto programma scientifico di aggiornamento sulle principali aree di intervento assistenziale per chi opera nei Reparti di Medicina Interna. “L’Internista – spiega il presidente Fadoi Carlo Nozzoli – è lo specialista della complessità dei pazienti, che ha la cultura e la sensibilità per gestire le situazioni cliniche caratterizzate dalla concomitante presenza, nello stesso paziente, di più malattie acute e croniche. Il crescente ruolo che la Medicina Interna riveste nell’organizzazione sanitaria è proprio legato a questa capacità di applicare una visione complessiva e olistica alla cura del paziente, ciò che permette di indirizzare al meglio i percorsi diagnostici e terapeutici migliorando gli esiti delle cure, e ottenendo anche una ottimizzazione delle risorse”.

Si tratta di un fenomeno su scala internazionale, e proprio per uno scambio di esperienze sul ruolo dell’Internista nei vari Paesi, alla cerimonia inaugurale del Congresso interverranno il Prof. Eric Siegal, uno dei maggiori esperti statunitensi del settore, e il Prof. Pujol Farriols, Presidente della Federazione Europea di Medicina Interna". Intanto dalla fadoi arriva un sondaggio sulle terapie anti dolorifiche negli ospedali italiani: secondo lo studio, infatti, quasi quattro pazienti su dieci ricoverati in ospedale provano dolore. Le cause? Molteplici. Il cancro e' solo una delle fonti di sofferenza fisica. I malati soffrono soprattutto di dolore alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli. Ma anche il dolore addominale fa la sua parte. Il risultato emerge dalla prima ricerca sul dolore negli ospedali, svolta sul campo dai medici internisti della FADOI. Lo studio (DOmiNO) ''DOlore in medicina interna NO'' ha messo sotto la lente 5.200 cartelle cliniche di pazienti ricoverati nei reparti di medicina interna di 26 ospedali dislocati sull'intero territorio nazionale. Secondo i dati, dei 5.200 pazienti assistiti nei reparti di Medicina interna, l'11.2% soffre di una sola patologia (582 ricoverati), il 20.4% e' affetto da due patologie e il 24% da tre patologie (in totale 1.064 pazienti). E poco meno di due pazienti su cinque (il 19.5% per un totale di 1.256 persone) sono colpiti da ben quattro patologie. Invece 688 ricoverati (il 13.2%) hanno fino a cinque patologie diagnosticate. L'ipertensione arteriosa e' la causa piu' frequente di ricovero (31.1%) seguita dal cancro (30.3%). Artropatie acute o croniche, connettivopatie e fratture colpiscono il 25.5% dei ricoverati nelle medicine interne. Il 25% delle diagnosi sono relative a infezioni acute, seguite dal diabete (22.4%) e dalle Bpco (18.7%). Scompenso cardiaco e cardiopatia ischemica rappresentano rispettivamente il 15.4 e il 14.5% delle patologie. Nel 37,5% dei pazienti e' stata rilevata in cartella clinica una sintomatologia dolorosa. E se il cancro provoca dolore nel 24% dei casi, la parte del leone la fa pero' il dolore alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli (52.8%). Mentre due pazienti su dieci lamentano dolori all'addome (il 20.5%). L'8,6% dei pazienti soffre di dolori legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale e periferico. Il 5% lamenta sofferenza cardiologica. Per quanto riguarda le terapie farmacologiche sul totale di tutti i trattamenti specifici per il dolore somministrati nei reparti di medicina, il 61.1% sono oppioidi forti e deboli anche in associazione con paracetamolo, mentre il 27,2 % sono Fans o paracetamolo in monoterapia. ''Grazie all'azione di sensibilizzazione che abbiamo condotto nei reparti - ha commentato Antonino Mazzone, Presidente di Fondazione FADOI - e' cresciuta in maniera evidente l'attitudine a misurare, e piu' volte nel corso del ricovero, l'intensita' del dolore: dal 47,8% siamo passati al 77,4%''. Certo c'e' ancora molto da fare, soprattutto per migliorare l'utilizzo dei farmaci per il dolore. Un altro importante aspetto emerso da questa analisi, e che meriterebbe di essere maggiormente sviluppato, riguarda l'interdisciplinarita' delle figure che dovrebbero ruotare intorno al paziente: maggior coinvolgimento dei terapisti del dolore nei reparti e maggior formazione per gli infermieri che, da quanto l'indagine evidenzia, sono le figure professionali deputate alla misurazione e al monitoraggio del dolore.

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