Anche in Italia il trapianto polmone, pancreas e intestino tra vivi

Medicina Interna | Redazione DottNet | 07/05/2012 19:51

Sara' presto possibile anche in Italia il trapianto di parte del polmone, del pancreas o dell'intestino tra persone viventi. Comincera' infatti domani in Aula alla Camera l'esame, e il voto, del provvedimento messo a punto dalla commissione Affari sociali (presentato dal presidente, Giuseppe Palumbo, relatore Melania Rizzoli) per consentire questo tipo di trapianto, cosi' come gia' si fa per quelli parziali di fegato e per i trapianti di rene. La proposta e' accolta positivamente dal Centro nazionale trapianti, perche', come spiega il direttore, Alessandro Nanni Costa, anche se riguardera' ''pochi pazienti l'anno'', costituisce comunque una ''terapia mirata che per alcuni e' indispensabile''.

Il testo, in due articoli, dovrebbe essere approvato in tempi rapidi, visto che gia' in commissione ha trovato consenso bipartisan, e prevede di consentire, in deroga al divieto contenuto nell'articolo 5 del Codice civile, di ''disporre a titolo gratuito di parti del polmone, pancreas e intestino al fine esclusivo di trapianto tra persone viventi'', che rispondera' alle stessa disciplina regolamentata per i trapianti di fegato e rene tra viventi, prevedendo l'entrata in vigore della legge il giorno seguente la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Una legge che sara' utile, chiarisce Nanni Costa, in casi specifici e nell'ordine di poche decine l'anno, come nei ragazzi affetti da fibrosi cistica per il polmone, alcune gravi insufficiente intestinali ''per cause non neoplastiche'' o, per il trapianto parziale di pancreas, per quei diabetici ''che non si possono trattare con l'insulina e che per qualche complicata ragione non hanno potuto ricevere un pancreas da cadavere''. Di questi ultimi interventi ''ne facciamo circa 60-80 l'anno''. Va ben spiegato, insomma, che si potra' usare questa nuova possibilita' solo ''con precisa indicazione''. Ma sicuramente sara' ''utile'', visto che ad esempio il trapianto di polmone e' complesso perche' ''la ricerca del donatore richiede condizioni piuttosto selezionate'' e risulta 'idoneo' meno del dieci per cento dei candidati-cadaveri, mentre la mortalita' in lista di attesa ''e' abbastanza alta, intorno al 10%''. Bene dunque che ''si aggiungano altri strumenti'' per intervenire. Diversi centri italiani gia' autorizzati per lo stesso tipo di trapianto da cadavere (ad esempio sono 5 quelli autorizzati per il trapianto di intestino, di cui solo 3 hanno gia' iniziato l'attivita') sarebbero comunque gia' ''pronti'', assicura Nanni Costa, ad iniziare con la nuova modalita'. ''Va detto - puntualizza pero' - che dopo il via libera a una legge di questo genere sara' necessaria l'emanazione di un regolamento applicativo daparte del Consiglio superiore di sanita' e del ministero, cosi' come avvenuto per il trapianto di rene tra viventi''

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