Minimi Inps e nuove pensioni Enpam

Gianni Pacelli | 08/05/2012 09:42

Ai sensi del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali 18 gennaio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2012, l’importo definitivo per l’anno 2011 della pensione minima INPS è stato incrementato ad € 468,35 per 13 mensilità (rispetto ad un provvisorio di € 467,43).

Di conseguenza, in applicazione delle norme dei Regolamenti dei Fondi Enpam per i medici convenzionati e accreditati, la soglia minima di pensione, non convertibile in capitale, risulta pari, per i trattamenti con decorrenza 2011 ad € 12.177,10= annui ed ad € 1.014,76= mensili. La pensione erogata dalla “Quota A” del Fondo di previdenza generale per il 2011 va quindi integrata sino all’importo di € 6.088,55= annui, pari a € 507,38= mensili; il relativo conguaglio è stato corrisposto con la mensilità di marzo 2012.

Per l’anno 2012l’importo della pensione minima INPS è stato provvisoriamente determinato in € 480,53= per 13 mensilità. Pertanto, la soglia minima di pensione a carico dei Fondi Speciali Enpam, non convertibile in capitale, è pari a € 12.493,78= annui ed a € 1.041,15= mensili; la pensione erogata dalla “Quota A” del Fondo di previdenza generale va integrata sino all’importo di € 6.246,89= annui, pari a € 520,57= mensili.

 

Ai fini del riconoscimento del diritto all’integrazione al minimo della pensione è necessario che:

per l’anno 2011 (importi definitivi), gli eventuali altri redditi del pensionato siano inferiori ad € 12.177,10= e, cumulati con quelli del coniuge, se esistente e non separato o divorziato, non superino l’importo di € 24.354,20=;

per l’anno 2012 (importi provvisori), gli eventuali altri redditi del pensionato siano inferiori ad € 12.493,78 e, cumulati con quelli del coniuge, se esistente e non separato o divorziato, non superino l’importo di € 24.987,56=.

I medici ed i loro superstiti che si trovano nelle condizioni reddituali previste debbono presentare al più presto la relativa domanda, con il modulo reperibile presso gli Ordini Provinciali e scaricabile dal sito della Fondazione; è il caso di ricordare, infatti, che il diritto all’integrazione al minimo decorre dal mese successivo alla presentazione della relativa domanda, e quindi ogni ritardo si traduce in un danno economico.

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