Oliveti (Enpam), così investiremo i soldi dei medici. Azioni legali per rientrare i danni subiti, ma non c’è pericolo per le pensioni

Redazione DottNet | 09/05/2012 17:09

La garanzia di maggior guadagno sta innanzitutto nello spendere poco”: così il Presidente facente funzioni dell’Enpam Alberto Oliveti ha illustrato la linea guida che l’ente pensionistico dei medici e degli odontoiatri seguirà per i futuri investimenti. “L’investimento previdenziale deve essere prudente e sicuro – ha dichiarato Oliveti nel corso di un incontro aperto alla stampa -, rovesceremo la logica nelle scelte finanziarie: quindi non punteremo a rendimenti maggiori poiché questi comportano una rischiosità eccessiva e corrispondenti costi commissionali. D’ora in poi applicheremo la regola dello “zero virgola”, cioè difficilmente prenderemo in considerazione investimenti che in partenza prevedono commissioni superiori all’uno per cento”.

 Oliveti, a cui il consiglio di amministrazione dell’Enpam domani conferirà le ultime deleghe per l’attività ordinaria, ha anche annunciato che la Fondazione sta valutando possibili azioni legali di  rivalsa per eventuali danni finanziari e di risarcimento per i danni d’immagine subiti. “Questo perché crediamo che debba essere difesa la serietà di questa Fondazione”, ha aggiunto il presidente facente funzioni. Oliveti ha anche rivelato che, su sua richiesta, è stato ricevuto ieri dai magistrati titolari dell’indagine in qualità di rappresentante della parte lesa. “L’incontro con il Procuratore Nello Rossi e il Sostituto Corrado Fasanelli è stato cordiale – ha detto il presidente facente funzioni –, è stato l’occasione per illustrare le attività dell’Enpam e per esprimere totale disponibilità e fiducia nei confronti della magistratura”. Oliveti ha comunque ribadito che i fatti oggetto di indagine si riferiscono al passato e non incidono sulla situazione previdenziale degli iscritti: “Le attuali e future pensioni dei medici e dei dentisti sono in sicurezza”.

Bilancio

Il conto consuntivo 2011 della Fondazione Enpam evidenzia un patrimonio in crescita e una riduzione dei rischi legati ai passati investimenti in strutturati e derivati. Del bilancio, che è in via di approvazione, è possibile fornire alcune anticipazioni. L'avanzo di gestione sarà di oltre 1 miliardo, dato migliore rispetto alle previsioni (che stimavano questo valore al di sotto di 900 milioni di euro). Il patrimonio totale (riserva legale) sale così a 12,5 miliardi di euro, livello più alto mai raggiunto nella storia dell'Enpam. Allo stesso tempo sono diminuiti i potenziali rischi di perdite sugli strutturati e i derivati del passato. L'accantonamento a copertura di questi rischi, di conseguenza, è sceso a 253 milioni di euro. Subito dopo la crisi del 2008 questo valore era di 400 milioni di euro, poi scesi a 328 milioni l'anno successivo e a 296 milioni nel 2010. Il dato dello scorso anno rappresenta un ulteriore miglioramento.

Immobili, gestione in house

 

A partire da aprile dello scorso anno la Fondazione ha riportato in casa la gestione degli immobili rinunciando a darla in appalto a gestori privati. L’incarico è stato affidato a Enpam Real Estate srl, di cui Enpam è socio unico e che è presieduta da Alberto Oliveti. Così facendo, nel 2011 la Fondazione Enpam ha già risparmiato 2,5 milioni di euro rispetto all’anno precedente.  Enpam Real Estate ha reinvestito parte dei risparmi conseguiti per mantenere elevato il valore degli immobili (le risorse destinate alla manutenzione straordinaria sono aumentate del 75%). Senza queste spese i risparmi complessivi avrebbero superato i 5 milioni di euro. L’Enpam sottolinea anche che Real Estate non gestisce immobili di proprietà di fondi immobiliari “e che quindi non vanno fatte confusioni con il fondo Ippocrate”.

Le indagini della magistratura, le risposte della Cassa

“Per gli investimenti finanziari, la cifra di 400 milioni di euro (l’asserito “buco”) di cui si sente parlare rappresentava, al 2008, il valore di mercato teoricamente perso da alcuni titoli strutturati, in particolare derivati, durante la crisi finanziaria. Quest’importo era già stato iscritto a bilancio nel 2008 (approvato nel 2009), dove è presente alla voce “Fondo oscillazione valori mobiliari”. I bilanci dell’Enpam – che sono pubblicati sul sito internet della Fondazione, e che sono approvati dal Consiglio Nazionale e dagli organi di vigilanza, tra cui i Ministeri e la Corte dei conti, e sono sempre regolarmente certificati da una società internazionale indipendente – mostrano che il rischio di perdita è nel tempo diminuito, cosicché la consistenza del fondo oscillazione si è progressivamente ridotta fino a ipotizzare, per il bilancio consuntivo 2011, un fondo di 220 milioni” afferma una nota dell’Ente.   “La Fondazione precisa che si tratta di una perdita potenziale perché i titoli non sono ancora arrivati a scadenza. Alla scadenza il capitale investito verrà restituito. Per evitare il concretizzarsi del rischio di perdita, nel 2009 la Fondazione ha dato il via a un’operazione di ristrutturazione del suo portafoglio di derivati (composto da 9 titoli). I risultati sono incoraggianti: il primo titolo in scadenza (31/12/2012) affidato ai ristrutturatori quando valeva il 27% del prezzo pagato, adesso vale il 116%. Questo vuol dire che a fine anno l’Enpam dovrebbe recuperare il capitale investito, i soldi spesi per la ristrutturazione e otterrà una piccola quota di interessi. Se anche gli altri 8 titoli seguiranno lo stesso andamento, si potrà affermare che l’Enpam non ha perso nulla nei derivati ma anzi ne ha tratto dei ricavi, seppur modesti”, conclude il documento.

Investimenti immobiliari

Per quanto riguarda il filone immobiliare, l’indagine, per ora contro ignoti, riguarda l’acquisto di alcuni immobili da parte del Fondo Ippocrate, gestito dalla SGR First Atlantic Real Estate (ora fusa in IdeaFimit). La Fondazione Enpam possiede il 100% delle quote del Fondo Ippocrate ma non lo gestisce, poiché ciò spetta – per legge – alla SGR, che è autonoma e vigilata dalla Banca d’Italia. “Si afferma che la SGR abbia acquistato il palazzo della Rinascente di Milano a un prezzo superiore al suo reale valore – dicono all’Enpam -. La SGR ha fornito alla Fondazione Enpam un parere di congruità, redatto da un esperto indipendente scelto secondo i criteri stabiliti dalla Banca d’Italia, secondo il quale l’immobile valeva 490 milioni di euro. La Fondazione ha quindi dato parere favorevole affinché la SGR acquistasse l’immobile a un prezzo di 18 milioni più basso rispetto al valore di mercato (cioè 472 milioni, cosa che si è poi verificata). C’è da precisare che, con una comunicazione precedente all’acquisto, la SGR metteva a conoscenza l’Enpam che il palazzo della Rinascente era stato acquistato, nel giugno del 2007, dalla società ora venditrice a un prezzo di 422.790 milioni e non quindi di 363.500 come riportato dalla stampa. L’immobile rende attualmente 22,75 milioni all’anno, cioè il 4,82% del prezzo di acquisto”. “Per quanto riguarda due immobili di via del Serafico in Roma – conclude il documento della Cassa -,  risulta che la SGR li abbia acquistati dopo che il venditore li aveva ristrutturati e locati. Il valore di un immobile a uso uffici, infatti, si calcola anche a partire dall’ammontare del canone di locazione che produce (o non produce). Nel momento in cui venivano apportati nel Fondo Ippocrate, i due stabili erano già locati alla Regione Lazio. Rispetto al capitale investito (circa 108 milioni di euro) i canoni di locazione corrispondono a un rendimento di oltre il 6% annuo”.

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