Ssn, oltre quattro miliardi spesi ogni anno per servizi non sanitari

Redazione DottNet | 09/05/2012 21:18

In Italia per i servizi ospedalieri non sanitari (lavanderia, utenze telefoniche, mensa, consumo energetico, smaltimento rifiuti etc.) il Ssn spende circa 4 miliardi e mezzo. Troppi, a giudicare dai diversi livelli di spesa tra Regione e Regione. Con una gestione della spesa più accorta si potrebbe infatti risparmiare fino a 2 miliardi di euro, circa il 40–55% della spesa globale. E' il risultato della ricerca sui costi dei servizi non sanitari a carico del Ssn, condotta da Ageing Society–Osservatorio terza età, illustrata oggi a Roma nel corso del convegno 'Anziani e Welfare: quale sostenibilità?'.

 Lo studio è stato eseguito passando al setaccio i bilanci delle Regioni e delle Asl. Per questo tipo di servizi la spesa media in Italia per giornata di degenza è pari a 63 euro, ma le differenze regionali risultano però particolarmente marcate. Si passa, infatti, dai 22 euro al giorno della Lombardia ai 111 del Friuli e ai 92 dell'Umbria. E ancora: 57 euro in Piemonte; 75 in Valle d'Aosta; 76 in Veneto; 69 in Liguria; 71 in Emilia Romagna; 78 in Toscana; 61 nelle Marche; 44 nel Lazio; 57 in Abruzzo; 50 in Molise; 63 in Campania; 58 in Puglia; 64 in Basilicata; 49 in Calabria; 41 in Sicilia; 61 in Sardegna; 45 nella Provincia autonoma di Bolzano e 79 in quella di Trento. L'Ageing Society ha quindi messo a confronto il costo medio nazionale dei singoli servizi e quello medio rilevato nelle Regioni più virtuose. Applicando quest'ultimo valore ed estendendolo a tutte le Regioni, secondo l'Osservatorio, sarebbe possibile recuperare risorse per un miliardo e 690 milioni di euro circa. A fronte di una spesa totale pari a 4 miliardi e 436 milioni di euro circa. Le tabelle dello studio parlano chiaro: motiplicando ad esempio il numero dei giorni di degenza (74 milioni) per il costo medio del servizio lavanderia (7,74 euro) si ottiene una cifra (303 mln euro) molto più bassa rispetto al costo attuale (491 mln euro). Adottando lo stesso criterio si otterrebbero corposi risparmi anche per il servizio pulizia (352 mln euro); per il servizio mensa (286 mln euro); per lo smaltimento dei rifiuti (145 mln euro); per le utenze telefoniche (56 mln euro); per quelle elettriche (169 mln euro). Insomma, considerando tutti i servizi non sanitari, complessivamente si potrebbe rispiarmare fino al 40/55% della spesa globale riducendola di circa 2 miliardi di euro. L'Osservatorio ha infine messo a confronto tre Asl, non solo per la collocazione geografica, ma anche per i diversi disavanzi di bilancio. Anche in questo caso lo studio rileva macroscopiche differenze come ad esempio quelle per i costi giornalieri delle utenze telefoniche che vanno dai 3,27 euro della Asl di Pieve di Soligo ai 20,10 della Asp di Cosenza. "E' evidente – ha affermato Emilio Mortilla, presidente di Ageing Society – che, di fronte a quanto emerso dallo studio, l'indignazione e la rabbia degli anziani e dei diversamente abili, che subiscono più di altri gli effetti della crisi economica, dei tagli alle pensioni e ai servizi socio-sanitari, non può che essere altissima".

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