Pediatri, no al riassorbimento da parte della medicina interna

Pediatria | Redazione DottNet | 10/05/2012 23:24

Cure primarie di qualita', dalla nascita fino all'adolescenza, come giusto approccio metodologico e clinico e un deciso no alla tendenza al riassorbimento della pediatria da parte della medicina interna. E' quanto emerge dalla seconda Conferenza internazionale di pediatria, che prende il via oggi a Praga. "Cure primarie al centro, assicurate a tutti i cittadini, sostenute da modelli economici capaci di evitare gli sprechi: questa e' la sfida su cui intendiamo lavorare", ha dichiarato Giuseppe Mele,

Presidente della Federazione italiana dei medici pediatri. Mele ha inoltre spiegato che "in alcune nazioni, inclusa l'Italia, sta emergendo un movimento di opinione che manifesta la tendenza al riassorbimento della pediatria da parte della medicina interna: riteniamo che i medici non specialisti in medicina interna vengano formati nelle cure pediatriche generalmente per mezzo di corsi dalla durata variabile da pochi giorni ad un massimo di 6 mesi, il che non garantisce un'adeguata preparazione". Da un monitoraggio effettuato in diversi Paesi, poi, emergerebbe anche che in molte realtà' il numero dei pediatri e' in costante diminuzione e che le patologie pediatriche si sono modificate: aumentano ad esempio i bambini con malattie croniche, che gli specialisti in pediatria sono convinti di saper curare meglio del medico di medicina generale, "che non e' stato formato ne' si aggiorna su questi aspetti".

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