Ticket, si pagherà in base al reddito. La rivoluzione di Balduzzi

Redazione DottNet | 12/05/2012 18:32

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Non saranno, almeno per il momento, le forbici del supercommissario Enrico Bondi a tagliare le spese inappropriate in sanita'. Perche' il comparto gia' da anni ha avviato un percorso di ''ristrutturazione e riqualificazione'', cui sara' imposta a breve una ulteriore accelerazione con l'arrivo di ''prezzi di riferimento'' per l'acquisto di beni e soprattutto servizi. Una 'revisione' che interessera', per cominciare, ''centinaia di voci'' che rappresentano circa 7 miliardi di spesa sanitaria. Ad annunciare la ristrutturazione imminente il ministro della Salute, Renato Balduzzi, che, pur ammettendo come ci siano ancora margini per intervenire sugli sprechi, ha ribadito come il nostro Servizio sanitario con risorse ''inferiori alla media europea'' continua a garantire ''un servizio di altissima qualita' ''.

Ma gia' da settimane sono al lavoro gli uffici tecnici, a partire dall'Agenas, che sta fornendo all'Osservatorio sui contratti pubblici un elenco, in continuo aggiornamento, delle principali voci di spesa in sanita'. L'autorita' ha gia' avviato la ricognizione per arrivare a stabilire, entro luglio come previsto dalla manovra dell'estate scorsa targata Tremonti, ''un'elaborazione dei prezzi di riferimento'', in attesa che entrino a regime i costi standard (che dovrebbero arrivare dal 2013, anche se ancora non sono state individuate le Regioni benchmark). Nel frattempo arriveranno queste indicazioni, e, come ha sottolineato Balduzzi ''chi si scostera' paghera' dazio''. Ma sotto la lente dei tecnici non ci sono solo spesa farmaceutica (che, si fa notare, ormai tutte le Regioni gestiscono in modo centralizzato) o quella per l'acquisto dei dispositivi medici, che allo stesso modo in molte Regioni avvengono ormai con il sistema delle centrali d'acquisto. La parte piu' cospicua sotto osservazione riguarda l'acquisto dei cosiddetti servizi non sanitari (voce che rappresenta circa il 30% della spesa) come pulizie, mense, lavanderie, rifiuti. Settori tutti dati in appalto da Asl e ospedali e sui quali ognuno va sostanzialmente per conto suo. Nel frattempo, sempre con un occhio alla 'spending review' potrebbe arrivare anche la riforma dei ticket, dai quali attualmente e' esente un italiano su due. Una ''proposta compiuta'' sta per essere presentata, e puntera' a sostituire al sistema dei ticket uno a franchigia sulla base del reddito, ha confermato Balduzzi. Ipotesi circolata nelle scorse settimane dopo la diffusione di uno studio, sempre dell'Agenas, sulla possibilita' di introdurre una soglia al 3 per mille del reddito lordo, che si tradurrebbe ad esempio in 30 euro l'anno per un pensionato con 10mila euro di reddito, per arrivare a 300 euro l'anno per un reddito di 100mila euro. Cosi', ha spiegato il ministro, si potrebbe ''potenziare l'equita' nel campo della compartecipazione'' alla spesa da parte dei cittadini, perche' ciascuno pagherebbe ''fino a una certa soglia, modulata sul reddito'' superata la quale il servizio sanitario si farebbe ''carico di tutto''.