L’Anaao dichiara lo stato di agitazione: servizio pubblico a rischio sostentamento. Undicimila strutture in rosso. Snami: no ai contratti di continuità e emergenza

Redazione DottNet | 14/05/2012 19:32

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Il sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed annuncia lo stato di agitazione ''contro la morte annunciata della sanita' pubblica''. Il sindacato, in una nota, lancia ''l'ennesimo allarme sulle sorti del SSN che, stretto tra definanziamento e spending review e paralizzato da conflitti istituzionali, fino al blocco della distribuzione alle Regioni del Fondo Sanitario 2012, appare sempre meno in grado di garantire la propria sostenibilità economica, la esigibilità dei diritti costituzionali di tutti i cittadini ed il miglioramento delle condizioni professionali di medici e dirigenti sanitari''.

 Per questo, annuncia l'Anaao, ''la segreteria chiederà al proprio Consiglio Nazionale convocato il 23 maggio la dichiarazione dello stato di agitazione ed il mandato a concordare con le altre organizzazioni sindacali mediche e della dirigenza sanitaria una iniziativa entro l'estate per richiamare Governo e Regioni alla urgenza di interventi che diano risposta ai bisogni dei cittadini ed al malessere dei professionisti''. L'Anaao segnala, in particolare, ''lo stallo in cui versa il ddl sul governo clinico, ostaggio di un inaccettabile conflitto tra Regioni e Parlamento; la assenza di proposte sulle sorti della libera professione intramoenia allargata, in scadenza al 30/06/2012; il peggioramento delle condizioni del lavoro dei medici e dirigenti sanitari; l'abuso persistente di contratti atipici; il prolungato e diffuso blocco del turnover; lo scippo delle risorse economiche della contrattazione aziendale; un taglio drastico e strumentale delle strutture complesse e semplici; la progressiva caduta di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario E la scure che nell'ambito della spending review si prepara a calare ancora una volta sulla sanità''.

Strutture pubbliche senza fondi

Consultori, centri di salute mentale, dai Sert per il trattamento delle tossicodipendenza ed altro ancora: sono queste le offerte di assistenza sanitaria pubblica che potrebbero essere piu' colpite dalla scure imposta alle otto regioni con i conti in rosso che dovranno tagliare oltre 11 mila strutture entro l'anno, come i reparti ospedalieri, piccoli o complessi. I responsabili per la Sanita' di Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania Puglia, Calabria e Sicilia entro il 31 dicembre di quest'anno, si legge in un documento elaborato dal ministero della Salute, da quello dell'Economia e dalla Regioni lo scorso marzo, per il contenimento dei costi, dovranno ridurre il numero delle strutture sanitarie. E molte Asl stanno avviando proprio in questi giorni le procedure per la nuova organizzazione. Nel territorio le strutture complesse previste dagli atti aziendali o da altri provvedimenti regionali e aziendali (riportate nel documento Ministero-Regioni) sono 6.738 e le strutture semplici 15.793. Secondo i nuovi parametri dovrebbero diventare 4.917 le complesse e 6.441 le semplici. Si dovrebbero eliminare nel territorio, quindi, 1.821 strutture complesse e 9.352 strutture semplici. Il che si traduce, spiega Massimo Cozza, segretario nazionale dei medici della Cgil, nella possibile riduzione dei servizi sul territorio per i cittadini. Piu' a rischio proprio l'assistenza territoriale, dai consultori ai servizi di salute mentale, ai Sert per le tossicodipendenze.  E sui conti della Sanita' pubblica peseranno anche, in modo diverso, i risparmi che potranno arrivare con l'operazione legata alla centralizzazione degli acquisti in vista della spending review. ''L'applicazione ragionieristica dei parametri - afferma Cozza - senza tenere contro dei bisogni di salute e senza un confronto sindacale rischia di portare ad una riduzione di strutture e prestazioni. A fronte dei tagli gia' subiti dalla sanita' e degli otto miliardi gia' programmati, questo documento potrebbe essere utilizzato come un'accetta da chi vuole solo fare cassa senza riqualificare il servizio. Vanno percio' superate le situazioni dove le strutture sono create solo per dare incarichi, in particolare nei policlinici e con medici che a parita' di professionalita' e funzioni reali hanno incarichi diversi''. Ed in questo quadro di carenza di risorse, conclude Cozza, con questo documento, ''a rischio di chiusura sono proprio le strutture territoriali, gia' depauperate di personale anche per il blocco del turnover''.

Snami, stop ai contratti di continuità e emergenza insieme

Lo Snami scende in campo contro l’assegnazione di incarichi di Continuità assistenziale con compiti congiunti di Emergenza sanitaria territoriale, com’è accaduto nel Modenese, definendolo un comportamento “al limite della legalità”. Arriva, dunque, la bocciatura per la situazione che si sta creando in seguito alla “disapplicazione dei contratti in varie parti d'Italia”, afferma  Vito D’Angelo, responsabile nazionale Snami dell’Emergenza territoriale. “Così si da un colpo di spugna alle nostre battaglie, ai tavoli istituzionali - ha detto -  e viene meno la certezza del diritto, che deve essere riferimento certo ed irrinunciabile nella nostra attività lavorativa”. L’allarme, nello specifico, è stato lanciato portando ad esempio quanto accaduto nella provincia di Modena. “Qui sono stati assegnati incarichi di Continuità assistenziale con compiti congiunti di Emergenza territoriale - ha spiegato D’Angelo - un comportamento che ha di fatto mortificato e danneggiato i medici in possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’ Emergenza sanitaria territoriale che così non verranno mai interpellati nell’assegnazione di tali incarichi”. Anche Angelo Testa, presidente Nazionale del Sindacato Autonomo ha  stigmatizzato  gli atteggiamenti “ai limiti della  legalità” utilizzati da manager e funzionari aziendali. “Massima allerta e vigilanza nei confronti di chi dimentica o non applica   la cultura della regole e la  corretta applicazione  delle norme - ha concluso - a difesa dell’attività professionale degli iscritti e come tutela anche dell’utenza”.