Merck chiude il centro di Pomezia

Redazione DottNet | 24/10/2008 21:14

Dopo 18 anni di attività l'azienda farmaceutica Merck & Co. ''ha deciso, nell'ambito di una strategia di riorganizzazione, di chiudere il suo centro di ricerca in Italia, l'Istituto di Ricerca di Biologia Molecolare P.Angeletti (IRBM) di Pomezia''.

 L'annuncio viene dai ricercatori dell'Irbm che hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e della provincia Nicola Zingaretti. ''L'IRBM - spiegano i ricercatori - dipende amministrativamente da Merck Italia, ma è parte integrante del Network di ricerca della divisione Merck Research Laboratories della Merck & Co. ''Inaugurato da due premi Nobel italiani, Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, è un posto unico nel suo genere nel nostro Paese. Siamo un istituto di ricerca che è riuscito ad attrarre le migliori competenze italiane ed estere per contribuire allo sviluppo di farmaci innovativi - spiegano i ricercatori. La struttura modernissima è dotata delle più sofisticate attrezzature, oltre che di uno staff di 192 ricercatori, tra cui un'alta percentuale di donne, provenienti dai migliori laboratori di ricerca del mondo, con un indotto di circa 100 persone tra personale amministrativo e tecnico altamente qualificato''. Ora, spiegato i ricercatori dell'Irbm nei piani della Merck, tutto questo patrimonio tecnologico e di conoscenze dovrebbe essere smantellato''. '' La Merck - proseguono gli scienziati - è rimasta colpita dalla nostra determinazione ed è disposta a venirci incontro. Ma purtroppo non e' sufficiente: abbiamo bisogno di capitali. Abbiamo bisogno di partners che credano nel nostro progetto''. Per questo i ricercatori sperano che ''un intervento istituzionale possa facilitare l'accesso a finanziamenti privati o pubblici che permettano di realizzare il piano industriale, di mantenere posti di lavoro altamente qualificati e di continuare a dare il nostro contributo all'immagine di un'Italia che investe in tecnologia e sviluppo mirando a debellare malattie gravi che affliggono la nostra società''

 

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