Tdm, crescono le liste di attesa, medici e Cittadinanzattiva chiedono la riforma

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 22/05/2012 18:38

Continuano a crescere, secondo gli ultimi dati resi noti dal Tribunale per i diritti del malato-CittadinanzAttiva, le segnalazioni in merito alle liste di attesa: i cittadini sono spesso costretti ad aspettare anche 1 anno per una mammografia e 10 mesi per una Tac. Una 'piaga' che da tempo affligge il Servizio sanitario nazionale, e che e' stata al centro di un convegno nel corso del quale medici e cittadini hanno chiesto una riforma del sistema e indicato possibili vie d'uscita: dalla riduzione degli esami inutili al rispetto dei codici di priorita', fino all'attuazione dei piani nazionali, regionali e aziendali sulle liste di attesa.

''Quello delle liste d'attesa - ha spiegato il segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, Costantino Troise - e' un problema per i medici e per i cittadini, comune alla maggior parte dei servizi sanitari pubblici in Europa e nel mondo, a dimostrazione di quanto complesse siano le cause che lo determinano. In Italia sono stati fatti numerosi tentativi, piani e leggi per risolverlo, ma con scarsi risultati". In tal senso Troise ha avanzato alcune proposte, sottolineando in particolare che e' necessario differenziare "tra attesa clinicamente significativa ed attesa priva di ricadute cliniche, perche' non poche prestazioni di diagnostica strumentale risultano negative nell'80% dei casi". Le segnalazioni sulle liste d'attesa, pubblicate nell'ultimo Rapporto Pit Salute 2011, ha ricordato Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, "non fanno ben sperare i cittadini italiani: sono cresciute dell'1% rispetto all'anno precedente e si concentrano in alcune aree specialistiche". Il panorama italiano, peraltro, ha concluso Moccia, "e' molto diversificato nella capacita' di garantire prestazioni in tempi adeguati e determina, come in altri ambiti della sanita' italiana, un 'federalismo delle attese', che discrimina i cittadini appartenenti a diverse Regioni e viola il principio di equita' di accesso alle cure".

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