Stop alle protesi al seno per le minorenni. Sanzioni ai medici, via ai registri

Redazione DottNet | 22/05/2012 18:59

Mai piu' seni rifatti grandi prima della maggiore eta'. Con il via libera unanime da parte della Camera e' diventato legge il ddl che vieta gli interventi a soli fini estetici sulle minori, introducendo pesanti sanzioni per i medici che non rispetteranno le norme. Istituiti anche i registri nazionale e regionali per gli impianti di protesi mammaria. Un risultato definito ''storico'' dall'ex sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che si era fatta promotrice del provvedimento nel corso del suo mandato. Il ddl era stato presentato dall'ex ministro della Salute Ferruccio Fazio e aveva ricevuto il primo via libera alla Camera a dicembre 2010. Alla fine del 2011, sulla scia dello scandalo delle protesi francesi difettose Pip, il Senato aveva ripreso l'esame, approvando il testo con l'inasprimento delle pene da 5mila agli attuali 20mila euro.

Testo che oggi, in sede legislativa, ha ottenuto il definitivo via libera dalla commissione Affari sociali in terza lettura. Una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in sostanza, il provvedimento fermera' la voglia di seni piu' prosperosi grazie al bisturi che sempre piu' giovani donne sognano gia' prima della maggiore eta', e che circa in mille ottengono, secondo le stime della Societa' italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica (Sicpre). Basta, insomma, ''errori giovanili che potrebbero ripercuotersi'' sul futuro, come chiosa Lucio Barani (Pdl), e ''tolleranza zero'' per quei chirurghi ''senza scrupoli'', come li definisce Martini, che dovessero contravvenire al divieto. Il ddl, infatti, oltre a vietare i 'ritocchini' estetici per le minorenni (ma consentendo di intervenire laddove sia certificata una ''grave malformazione congenita''), introduce pene fino a 20mila euro e 3 mesi di sospensione dell'attivita'. Un intervento, peraltro, che e' anche ''rischioso'' in eta' cosi' giovane, come sottolinea il presidente della Sicpre, Michele Pascone, perche' il seno non e' ancora del tutto formato. E il consiglio degli esperti rimane quello di aspettare almeno di avviarsi verso i 20 anni prima di rivolgersi al chirurgo. Ma l'obiettivo centrato con le nuove norme, come sottolinea ancora Martini, e' anche quello di ''tutelare la salute di tutte le donne sottoposte ad intervento di mastoplastica additiva, sia per finalita' ricostruttive che estetiche''. Perche' entro sei mesi si potra' infatti anche contare sui registri per gli impianti al seno, che tutte le Regioni dovranno istituire e che raccoglieranno dati che confluiranno anche in un registro nazionale tenuto dal ministero della Salute. Nei registri ci sara' l'obbligo di indicare ''tipologia e durata degli impianti, con informazioni dettagliate circa il materiale di riempimento utilizzato ed etichettatura del prodotto, gli effetti collaterali ad essi connessi nonche' l'incidenza dei tumori mammari e delle malattie autoimmuni''. Un forte deterrente per evitare il ripetersi di scandali come quello recente delle protesi Pip, riempite appunto con sostanze non idonee e nocive, oltre alla possibilita' di monitorare l'esito clinico degli interventi per prevenire complicanze e migliorare la gestione clinico-assistenziale. In piu', sempre sul fronte della sicurezza degli interventi, a praticarli potranno essere solo chirurghi specializzati in medicina plastica-estetica-ricostruttiva o che hanno gia' sviluppato ampia esperienza sul campo.

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