Terapia del dolore, mancano strutture e specialisti

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 27/05/2012 20:57

L'Italia e' ancora indietro per la terapia del dolore. A due anni dall'entrata in vigore della legge 38 del 2010, rimangono poche le strutture dedicate ed e' addirittura diminuito il numero di quelle piu' specializzate, in grado di diagnosticare e trattare tutte le forme di dolore. Il dolore cronico, poi, non sempre viene diagnosticato rapidamente, a volte anche dopo 56 mesi (e in alcuni casi addirittura dopo 23 anni) dalla comparsa dei sintomi.

 In Italia ne soffrono 2 italiani su 10 per lunghi periodi della vita, e particolarmente colpito e' il sesso femminile. Mettere al centro dell'attenzione la persona sofferente e informare i cittadini della legge 38, che garantisce l'accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative, e' l'obiettivo dell'11/ma Giornata nazionale del sollievo, promossa da ministero della Salute, Conferenza delle regioni e delle Province Autonome e dalla Fondazione 'Gigi Ghirotti', che si celebra oggi. Un'occasione, per Nopain onlus, associazione italiana per la cura della malattia dolore, per presentare il secondo Libro Bianco sulle strutture in Italia. La prima cosa che emerge dal rapporto e' l'aumento complessivo delle strutture che dal 2009 al 2012 passa da 158 a 190 di cui 161 pubbliche. Tale incremento e' pero' determinato solo dall'aumento delle strutture di 1/mo livello, adatte a curare solo le forme di dolore piu' lieve. Per contro il numero delle strutture di 3/o livello in grado di diagnosticare e trattare tutte le forme di dolore difficile e' lievemente diminuito. Su scala nazionale risultano 0,78 strutture totali di terapia del dolore per 250 mila residenti rispetto al precedente di 0,66; ma solo 0,21 strutture avanzate di 3/o livello per 250 mila residenti. "L'aumento delle strutture di terapia del dolore non sembra aver portato a un cambiamento significativo nel livello complessivo di trattamento ne' tanto meno e' migliorato l'accesso alle cure del paziente", spiega il dott. Paolo Notaro, presidente di Nopain onlus, secondo il quale ''la legge sulla terapia del dolore e' stata un punto di arrivo sotto l'aspetto normativo, ma e' solo un punto di partenza per quel che riguarda la sua attuazione''. A fronte dell'aumento delle strutture, rileva, ''non c'e' stato l'incremento del numero dei medici preposti alla terapia antalgica. Il libro bianco punta anche il dito sulla disomogeneita' delle denominazioni adottate dalle strutture per la terapia del dolore: in Italia ce ne sono oltre 21. Ma non e' tutto, anche le diagnosi non sono sempre facili visto che, da un'indagine dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) su 400 pazienti, si puo' aspettare fino a 56 mesi, con punte di 276 mesi (23 anni), dalla comparsa dei sintomi per una diagnosi di dolore neuropatico. In Italia, secondo i dati di Nopain, due persone su 10 in Italia soffrono di dolore cronico per lunghi periodi della vita, e fino a 5 persone su 10 tra gli over 70. Si tratta quindi di 12 milioni di persone, soprattutto donne. Il 61% dei pazienti subisce una riduzione della capacita' lavorativa, il 50% soffre di depressione reattiva e il 40% di disturbi ansiosi.

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