Il piano del Governo per accelerare i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. Il dettaglio del decreto

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 27/05/2012 21:18

Il Governo ha messo a punto una serie di misure (in tutto 4 decreti ministeriali) per accelerare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione, sanità compresa, verso i fornitori. Accertamento del debito entro 60 giorni, altrimenti commissario ad acta. Prevista anche possibilità di compensazione fiscale. “In considerazione del riacutizzarsi della crisi negli ultimi mesi - si legge in una nota di Palazzo Chigi - il pacchetto si propone di fornire liquidità alle aziende mediante il supporto del sistema bancario o attraverso compensazioni di crediti e debiti nei confronti delle amministrazioni pubbliche.

 L'obiettivo è  di minimizzare in futuro l’accumularsi di debiti commerciali attraverso una migliore programmazione e favorire un rapporto ancora più cooperativo con il fisco e il recepimento della Direttiva sui ritardi di pagamento". Allora vediamo i dettaglio in che cosa consistono gl’interventi. Sono quattro decreti ministeriali. A valle, e in pieno coordinamento, le rappresentanze d’impresa e le banche sigleranno un accordo per rendere ancora più efficiente l’insieme degli strumenti oggi presentati.

In particolare:

 - due decreti (“decreti certificazione”) riguardano la certificazione dei crediti scaduti nei confronti rispettivamente delle Amministrazioni centrali (inclusi gli enti pubblici nazionali) e uno per le Regioni e enti locali, inclusi gli enti del Servizio Sanitario Nazionale. Si dà attuazione più efficiente al DL 185/08, così come modificato dalla legge 183/2011 e in ultimo, meno di un mese fa, la legge n. 44 del 26 aprile 2012. Si tratta di due decreti “fotocopia”, uno immediatamente operativo (quello che riguarda le amministrazioni centrali), l’altro che necessita del parere della Conferenza Stato-Regioni ma auspicabilmente operativo nel più breve tempo possibile.

 - un decreto (“decreto compensazioni”) riguarda le compensazioni dovute a seguito di iscrizione a ruolo, in attuazione della legge n. 78 del 2010;

 - un decreto riguarda il Fondo Centrale di Garanzia, che prevede agevolazioni per le imprese creditrici della Pubblica Amministrazione, in attuazione della legge 214/2011 (cd. “salva Italia”).

A questi atti, si aggiunge l’accordo tra Associazione Bancaria Italiana e le Associazioni imprenditoriali, che istituisce un plafond dedicato alla smobilizzo dei crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione nonché le risorse dedicate già messe a disposizione da Cassa Depositi e Prestiti.

 

Così si opererà

I decreti “certificazione” attuano l’obbligo per tutti gli enti della pubblica amministrazione a certificare gli eventuali crediti vantati dalle imprese, per somministrazioni, forniture e appalti. Esclusi dall’obbligo di certificazione sono però gli enti locali commissariati e le regioni sottoposte ai piani di rientro.  La certificazione si ottiene mandando un semplice modulo standard all’ente debitore. Il modulo è già allegato al decreto, scaricabile subito da internet, compilabile anche on line.  L’ente ha 60 giorni di tempo per rispondere, riconoscendo il debito oppure argomentandone l’inesigibilità totale o parziale. Se non risponde in tempo, viene nominato un “commissario ad acta” che nei successivi 60 giorni risponderà al debitore. Le risposte avvengono anch’esse attraverso un semplice modulo.

 

Con questa certificazione, il fornitore potrà:

 - compensare il suo credito nei confronti di regioni e enti locali con debiti iscritti a ruolo alla data del 30 aprile 2012 per tributi erariali e per tributi regionali e locali nonché per contributi assistenziali e previdenziali e per premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali (decreto “compensazioni”;

- ottenere un’anticipazione bancaria a fronte del credito certificato. L’anticipazione può essere assistita da una garanzia fino al 70 per cento da parte del Fondo Centrale di Garanzia (elevabile fino all’80 per cento in caso di apporto di risorse da parte delle Regioni) e un importo massimo garantibile per singola impresa pari a 2,5 milioni di euro (il massimo consentito per legge);

 - fare una cessione, pro soluto o pro solvendo presso intermediari finanziari riconosciuti.

  In tutti i casi - conclude la nota del Governo - si fornisce liquidità alle imprese e, nel caso di compensazioni, si semplifica anche il rapporto con il fisco.  In un’ottica di ulteriore semplificazione, Consip s.p.a. sta predisponendo una piattaforma elettronica per fa incontrare fornitori e debitori. La certificazione elettronica permetterà di evitare, nel caso di cessione del credito, gli obblighi di redazione di atto pubblico e di notificazione nel caso di cessione, risparmiando tempo e soldi.

Il commento di Farmindustria

Il "Segnale dato dal Governo e' positivo", ma permangono delle "criticita', come quella relativa alla possibile esclusione delle Regioni soggette ai piani di rientro, che spero ci sia il tempo di correggere". Cosi' il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, commenta i contenuti di indirizzo del decreto del Governo relativo alle Compensazioni alle imprese. "Apprezziamo l'intento, soprattutto in questo momento di difficolta', e speriamo alla fine di vedere la piena attuazione del provvedimento - aggiunge Scaccabarozzi - ma e' chiaro che se le Regioni soggette ai piani di rientro saranno escluse per noi sarebbe un problema, considerato che piu' del 60% dei nostri crediti, ovvero 2,4 miliardi su un totale di 4 miliardi, dovrebbe arrivare proprio da quelle Regioni". In ogni caso, conclude il presidente di Farmindustria, "c'e' ancora tempo e speriamo che alla fine si risolva il problema".

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato