Farmaci omeopatici, saranno regolarizzati entro il 2015

Redazione DottNet | 28/05/2012 18:51

Soluzione più vicina per i prodotti omeopatici che secondo un decreto del 2006 dovranno essere regolarizzati entro il 2015. In un prossimo provvedimento economico o in un contenitore legislativo di norme rimaste insolute (tipo il Milleproroghe) sarà inserito anche un emendamento sui medicinali «ottenuti a partire da sostanze denominate materiali di partenza» per questo tipo di preparazioni «secondo un processo descritto dalla farmacopea europea», come riporta il Corriere della Sera.

 

La volontà di arrivare ad un emendamento che semplifichi il processo di registrazione introdotto da una direttiva europea del 2001 (recepita dall’Italia nel 2006) è stata confermata dai senatoriEmanuela Baio e Daniele Bosone, precisa il quotidiano milanese.  Un problema che tiene sul filo le aziende associate in Omeoimprese, titolari di circa 30 mila prodotti in attesa di giudizio. Il rischio è che se questi medicinali non verranno autorizzati, come il resto d’Europa ha indicato nel testo del 2001 escano dal commercio. Il tempo stringe e l’iter è laborioso e complicato. Entro il 2015 l’Aifa (agenzia europea del farmaco) dovrebbe esaminare i nuovi moduli articolati in base alle direttive di Bruxelles. Il lavoro è indietro e le pratiche da smaltire sono decine di migliaia. Da qui i timori di un ritardo rispetto alla scadenza, già prorogata in precedenza. Gli emendamenti sarebbero una soluzione e, attraverso meccanismi di autocertificazione, semplificherebbero le procedure di registrazione dei vecchi prodotti (dal 1995 in Italia non ne sono entrati di nuovi) e di quelli in arrivo. Un nodo tutto italiano.  Francia e Germania hanno risolto in modo diverso, senza indicare date entro le quali rispondere alle richieste dell’Europa. Secondo un’indagine realizzata da DoxaPharma su un campione rappresentativo della popolazione italiana costituito da 1100 persone, l’82% degli intervistati conoscono i medicinali omeopatici. Gli utilizzatori sono il 16%, percentuale che conferma precedenti ricerche, dunque 6-7 milioni di cittadini. Sono emerse alcune criticità. La maggior parte degli intervistati affermano di aver avuto indicazioni sugli omeopatici da amici e parenti. In secondo piano la figura di medici e farmacisti che dovrebbero invece interpretare un ruolo centrale nella prescrizione di questi prodotti che nell’immaginario collettivo vengono accostati all’erboristeria. «Dobbiamo compiere un salto di qualità dal punto di vista della nostra configurazione. E’ inoltre necessario che siano i medici a indirizzare i cittadini verso il consumo consapevole», afferma Fausto Panni , presidente di Omeoimprese. Un altro problema segnalato dall’indagine. Una buona parte degli intervistati ritengono il costo troppo alto.

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