Farmacie, dopo Potenza tocca a Milano sperimentare la liberalizzazione degli orari

Redazione DottNet | 29/05/2012 19:48

E’ Milano, dopo Potenza, l'altro capoluogo che sperimenterà la liberalizzazione degli orari, frutto della nuova legge varata dal Governo. Da venerdì primo giugno nel centro città e nelle zone dove è alta la concentrazione di uffici, niente più intervallo di mezzogiorno con le farmacie che invece faranno l'orario continuato. Col risultato che le aperture e le chiusure delle farmacie (423 in tutto) subiranno una rivoluzione epocale con i vecchi orari annullati e, come dice Annarosa Racca, la presidente di Federfarma “con i farmacisti, in totale libertà, sceglieranno un orario più lungo di quello in vigore finora e tagliato su misura per la zona in cui operano”.

E così salta  il classico orario 9-12.30/15.30-19.30 che lo applicheranno in pochi con gli altri che al contrario si  adegueranno alla nuova realtà, anche per battere le parafarmacie. Secondo Racca, le farmacie del centro di Milano hanno tutto l'interesse a non chiudere durante l'intervallo di mezzogiorno, approfittando del grande afflusso di gente che lavora negli uffici intorno al Duomo o che va a fare shopping nelle strade più commerciali del centro. In periferia non ci saranno grandi rivoluzioni, anticipando però l'apertura alle 8.30 e chiudendo più tardi la sera, magari dopo le 20. Insomma una farmacia potrebbe restare aperta anche 24 ore su 24, se ci sono le possibilità. Dunque, con la liberalizzazione degli orari le farmacie resteranno aperte di più durante il giorno, ma per la notte la situazione cambia. Mentre finora le farmacie che garantivano volontariamente il turno notturno (dalle otto di sera alla otto del mattino) erano 25, da giugno scendono a 17.

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