Crescono in Italia i livelli di colesterolo e obesità. Garaci: non si fa prevenzione

Redazione DottNet | 29/05/2012 17:53

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E' a rischio la salute cardiaca degli italiani, con i fattori piu' dannosi, dal colesterolo all'obesita', in crescita. La fotografia del cuore degli italiani e' stata fatta, come nel decennio scorso, dall'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare frutto della collaborazione fra l'Istituto Superiore di Sanità di Roma e dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco) e Fondazione per il Tuo Cuore, ed e' stata presentata oggi a Roma.

 "Di prevenzione si parla ma non si fa - ha sottolineato il presidente dell'Iss Enrico Garaci - se l'aumento del livello d'istruzione, come dicono questi dati, coincide con l'aumento della protezione dai fattori di rischio, ciò significa che l'educazione ai corretti stili di vita deve essere parte integrante delle politiche sanitarie. E' una forma di 'spending review' che farebbe anche risparmiare". Lo studio ha esaminato 8500 persone fra i 35 e i 79 anni, a cui sono stati misurati i principali parametri vitali: "Aumentano i valori medi per i cosiddetti parametri 'doc', diabete, obesita' e colesterolo - ha spiegato il presidente dell'Anmco Marino Scherillo - mentre buone notizie si hanno sul fronte del controllo dell'ipertensione, sul fumo e sull'attivita' fisica, che inizia ad aumentare". Le persone in sovrappeso, secondo il rapporto, sono il 40%, in calo rispetto al 42% del 1998-2002, ma crescono dal 21 al 26% gli obesi. Il colesterolo alto sale al 38% dal 24%, mentre il diabete colpisce il 14% degli uomini e il 9% delle donne, un valore molto più elevato rispetto al 12 e 7% trovato in precedenza, e di questi uno su quattro non sa di averlo. "Se si scompongono i dati per livello socioeconomico, l'azione piu' importante per proteggere il cuore sembra essere l'istruzione - dice Diego Vanuzzo, codirettore dell'Osservatorio - Tutti gli indicatori di rischio risultano infatti più bassi in chi ha un titolo di studio superiore o universitario, al punto che il rischio cardiovascolare globale risulta tra gli uomini pari a 7,9 in chi ha la licenza elementare o media (era ugualmente 7,9 dieci anni fa), mentre nei più istruiti scende a 6,8 (era 6,1 nella prima edizione). Per le donne poco istruite il rischio globale risulta invece 2,7 e scende a 2,2 per le altre, valori sostanzialmente uguali a quelli del 2002". In definitiva il rapporto segnala un'Italia in cui solo in pochi, e solo i piu' istruiti, cominciano a prendersi cura del proprio cuore, mentre alcuni comportamenti a rischio, tra cui il consumo di sale, che risulta ovunque superiore ai 5 grammi raccomandati dall'Iss, sembrano essere inattaccabili dalle campagne. "Probabilmente bisogna 'spingere', oltre che sulle campagne informative, anche sugli accordi con i produttori sullo stile di quello fatto per abbassare il contenuto di sale del pane - afferma Simona Giampaoli, codirettore per l'Iss dell'Osservatorio - c'e' anche da dire che la prevenzione interessa la sfera culturale delle persone, e quindi serve molto tempo perche' i messaggi abbiano effetto, ma spero che il prossimo rapporto avra' numeri migliori di questi".

La situazione in Italia

Ecco la fotografia del cuore degli italiani fatta dall'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare dell'Iss e dell'Anmco.

 I DATI PREOCCUPANTI Considerando gli italiani dai 35 ai 79 anni (35 milioni) le persone in sovrappeso sono il 40% (14 milioni), in lieve calo rispetto al 42 % del 1998-2002. Crescono pero' gli obesi, oggi al 26% (9 milioni, con prevalenza analoga fra uomini e donne) rispetto al 21%. Il colesterolo oltre 240 mg/dl riguarda il 38 per cento degli italiani contro il 24% del 1998-2002. Aumenta significativamente anche il diabete, che colpisce il 14 per cento degli uomini e il 9 per cento delle donne, un valore molto più elevato rispetto al 12 e 7% trovato in precedenza, e di questi uno su quattro non sa di averlo. Altissimo il consumo di sale, in media 11 grammi gli uomini e 8 grammi le donne al giorno contro i 5 consigliati dall'Oms.

LE 'BUONE NOTIZIE' Alcuni dei parametri monitorati hanno mostrato un miglioramento, anche se contenuto. L'ipertensione arteriosa è uno dei pochi parametri che rimane stabile, pur riguardando ancora oggi il 54 per cento degli uomini e il 40 per cento delle donne (contro rispettivamente il 56 e il 48 di dieci anni fa), e crescono anche gli ipertesi in trattamento. La popolazione adulta inizia a muoversi un po' di più: il 31 per cento degli uomini e il 42 per cento delle donne non pratica alcuna attività fisica nel tempo libero, valori in discesa rispetto al 34 e 48% del 2002. In calo la prevalenza dei fumatori fra gli uomini (23 contro il 31 % del 1998-2002), sostanzialmente stabili invece le donne fumatrici (20% contro il 21% di dieci anni fa).

LE DIFFERENZE REGIONALI Se si guarda alla mappa sulla prevalenza dell'obesità è il Sud, sia per gli uomini che per le donne, l'area con più problemi: in tutte le regioni meridionali si supera il 31% di donne obese, mentre tra gli uomini un valore leggermente inferiore si ha solo per la Calabria. Il Nord sta solo un po' meglio, con valori compresi quasi ovunque tra il 23 e il 30%. Eccezioni 'virtuose' si hanno per i piemontesi (21%) e le lombarde (16%) al nord, mentre il Centro mostra prevalenze più basse ma valori di inattività fisica preoccupanti. La mappa della sedentarietà, quasi sovrapponibile a quella di obesità e sovrappeso, racconta di un'Italia sempre 'ferma': al Sud e nelle Isole le donne che non praticano alcuna attività fisica arrivano addirittura al 57 %, gli uomini al 37%. Esplode in queste regioni anche il diabete: la prevalenza fra gli uomini arriva al 17%, fra le donne al 13%, mentre al Nord si ferma rispettivamente al 12 e al 7 per cento. E' al Centro invece che si concentrano i fumatori più accaniti, con il 24 % delle fumatrici (e un picco che arriva al 27% fra le laziali) e il 21% dei fumatori (che arrivano al 28% in Molise).