La posizione di Snami, Fimmg e Smi sui farmaci generici: garantire la qualità del prodotto e limitare la responsabilità del medico

Redazione DottNet | 30/05/2012 11:26

farmaci generici sindacato

Continua la polemica sui farmaci generici e sulla loro effettiva equivalenza. I tre sindacati, Snami, Fimmg e Smi sono comunque sostanzialmente d'accordo sulla questione qualità e responsabilità del medico prescrittore. Nei giorni scorsi il  ministro Balduzzi  era intervenuto sull'argomento:  ''Ci auguriamo che i medici di medicina generale, i farmacisti e tutti i soggetti della filiera del farmaco vogliano davvero prendere sul serio l'indicazione data dal Governo col decreto sulle liberalizzazioni e fare ciò che da tanto tempo la cultura media della sanità mondiale chiede: incentivare la cultura del farmaco equivalente e generico''. ''Se non accadrà – aveva aggiunto - vedremo di intervenire con altri strumenti''. Vediamo, dunque, quali sono le richieste e i commenti  dei tre sindacati - e tra questi la Fimmg risponde alle critiche di Giorgio Foresti -  e le loro osservazioni sull'impiego del farmaco generico.

Snami

“Come già ribadito più volte - afferma Angelo Testa, presidente del sindacato – non abbiamo alcuna  preclusione verso i farmaci generici, tantomeno nei confronti delle indicazioni ministeriali ed è in sintonia con tutti i percorsi che fanno risparmiare i cittadini. Proprio per questo motivo abbiamo sollevato delle obiezioni sostanziali e delle perplessità a cui non c'è stata di fatto data alcuna risposta”.  Gianfranco Breccia, Vice Segretario Nazionale del sindacato, incalza: “Molte volte le indicazioni della scheda tecnica risultano incomplete o sono diverse tra farmaco brand e bio-equivalente così come spesso lo sono tra bio-equivalenti stessi. Anche per il numero eccessivo di prodotti in commercio chiediamo che in Italia sia disponibile l'elenco certificato dall'Aifa, ISS od altro organismo del Ministero sulla sostituibilità dei farmaci bio-equivalenti tra di loro, così come l'Orange book della FDA statunitense. Che sia indicata la filiera di produzione come succede per gli alimenti e che ci sia una de-responsabilizzazione del medico prescrittore nel caso di sostituzione con altro farmaco bio-equivalente scelto dal cittadino”. Testa precisa che: “Il medico deve rispondere di ciò che prescrive e non certo di scelte altrui. Colgo l'occasione per chiedere al Ministro che anche nel nostro paese, come in altri stati, sia dispensata la terapia in numero non di confezioni, ma in numero di cpr, cps, fl, per la effettiva durata della necessaria terapia. Ciò per evitare sprechi per la casse del SSN e danni alla salute dei pazienti per una iperassunzione di medicinali”.  “Per noi tutto ciò non sono pregiudizi – conclude Angelo Testa -, come li definisce qualcuno, ma certezze che il sistema dei bio-equivalenti vada rivisto e che l'autonomia del medico prescrittore non debba essere incrinata da imposizioni ,senza che prima il sistema arrivi a definire quando un farmaco è esattamente uguale ad un altro per quantità, composizione, eccipienti ed indicazioni in scheda tecnica”.

Fimmg

I farmaci generici sono una risorsa importante da valorizzare, ma è rofondamente sbagliato difendere a tutti i costi la sostituibilità come continua a fare il presidente di Assogenerici, Giorgio Foresti.  E' quanto afferma il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, in merito a recenti dichiarazioni comparse su Dottnet. Il farmaco a brevetto scaduto, e fra questi il generico, deve essere scelto e prescritto direttamente dal medico - aggiunge Milillo - per questo abbiamo respinto sempre categoricamente le ipotesi avanzate in più occasioni dal presidente di  Assogenerici, di prevedere un premio economico per i medici che prescrivono molti generici. Riteniamo queste proposte offensive e paragonabili al comparaggio. Sosteniamo ormai da anni l'uso privilegiato dei farmaci con brevetto  scaduto in generale e dei generici in particolare, ma ci opponiamo alla loro sostituibilità.  Il dottor Foresti parla di un calo delle vendite di generici del 5% con il decreto Monti - prosegue Milillo - non conosciamo le sue fonti,  ma lo invitiamo a non scaricare sul Governo gli effetti della sua  politica sbagliata di promozione del generico. Abbiamo ringraziato il  ministro, e ancora lo ringraziamo, per aver saputo prendere in  considerazione le esigenze professionali dei medici che rifiutano di  assumersi responsabilità indipendenti dalla loro volontà. Se fosse  stata introdotta la formula originariamente proposta nel decreto Salva  Italia, probabilmente il calo di prescrizione dei generici sarebbe stato ancora più elevato. La FIMMG - conclude Milillo - è certa delle  ragioni e delle posizioni che sostiene ed è pronta al confronto con  gli operatori e con le istituzioni. E' pronta a impegnarsi per promuovere l'uso dei farmaci a brevetto scaduto, generici e non, ma  nei modi corretti per tutelare la salute dei cittadini. A questo  imperativo non si può transigere. Ogni farmaco, generico o no, deve  essere scelto e prescritto dal medico, che deve conoscere bene ciò che  prescrive per poter valutare ciò che determina".

comunicato generici.docx (354 Kb)

Smi

Lo SMI, pur valutando positivamente la promozione del ricorso al farmaco generico (come da mozione approvata all’unanimità dall’ultimo congresso nazionale SMI) e la necessità di razionalizzare le spese farmaceutiche, chiede chesi definiscano con precisione le responsabilità medico-professionali sulle scelte prescrittive al fine di permettere che il medico possa garantire e proteggere la salute dei cittadini. In questo senso lo Smi avvierà da subito un fitto calendario di incontri con i parlamentari e con i responsabili sanità dei partiti;di analizzare approfonditamente la situazione degli altri paesi dell’Unione Europea, al fine conoscere le migliori esperienza comunitarie in tema di farmacoeconomia; di rivedere il Prontuario Medico Farmaceutico con la finalità di non includere nuovi farmaci che non siano effettivamente migliorativi di quelli esistenti; di mettere a disposizione dei medici uno nuovo strumento che contenga la classificazione puntuale dei principi attivi e dei dosaggi di tutti i farmaci prescrivibili, così comeinsegna l’esperienza americana; all’Aifa un controllo minuzioso sui farmaci equivalenti/generici così da garantire la qualità delle confezioni non griffate. E infine per lo Smi è importante che il Ministero attivi le Aziende Sanitarie perché mettano in atto una capillare campagna informativa per la popolazione sull’uso dei farmaci generici/equivalenti Date le incertezze dei profili di responsabilità medico legali tra medico prescrittore e farmacista e onde evitare conseguenze possibili derivanti dalle prescrizioni