Farmaci generici: per Milillo la scelta spetta al professionista. Scaccabarozzi dà ragione ai medici. Foresti: Fimmg condivide interessi con Farmindustria. Monta la polemica

Redazione DottNet | 31/05/2012 12:09

farmaci professione

Tutti contro tutti: Foresti attacca i medici, Milillo risponde per le rime al presidente di Assogenerici e nella discussione s’inserisce Farmindustria che prende le difese dei camici bianchi. Col risultato che Giorgio Foresti accusa i medici di condividere gli interessi dell’industria del farmaco “che rallenta l’uscita sul mercato degli equivalenti”. Ma andiamo per ordine, seguendo le varie tappe di una vicenda che si preannuncia in crescendo a giudicare dai toni. Si comincia con Milillo che ribatte senza mezzi termini alle critiche di Foresti (sosteneva che a causa della non sostenibilità le quote di mercato in Italia  dei generici sono in crollo esponenziale):  "I farmaci generici sono una risorsa importante da valorizzare, ma e' sbagliato difendere a tutti i costi la sostituibilita' come continua a fare il presidente di Assogenerici, Giorgio Foresti", afferma con vemenza il segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di famiglia) Giacomo Milillo.

"Il farmaco a brevetto scaduto, e fra questi il generico, deve essere scelto e prescritto direttamente dal medico - aggiunge Milillo - per questo abbiamo respinto sempre categoricamente le ipotesi avanzate in piu' occasioni dal presidente di Assogenerici di prevedere un premio economico per i medici che prescrivono molti farmaci generici". "Riteniamo queste proposte offensive e paragonabili al comparaggio- prosegue il segretario nazionale della Fimmg- sosteniamo ormai da anni l'uso privilegiato dei farmaci con brevetto scaduto in generale e dei generici in particolare, ma ci opponiamo alla loro sostituibilita'". "Il dottor Foresti parla di un calo delle vendite di generici del 5% con il decreto Monti - spiega ancora Milillo - non conosciamo le sue fonti, ma lo invitiamo a non scaricare sul Governo gli effetti della sua politica sbagliata di promozione del generico". "Abbiamo ringraziato il ministro della Salute per aver saputo prendere in considerazione le esigenze professionali dei medici che rifiutano di assumersi responsabilita' indipendenti dalla loro volonta'- conclude il segretario nazionale della Fimmg- se fosse stata introdotta la formula originariamente proposta nel decreto Salva Italia probabilmente il calo di prescrizione dei generici sarebbe stato ancora piu' elevato".

Assogenerici

Ed ecco la prima replica, piccata, di Foresti: “Le posizioni espresse ancora una volta dalla Fimmg sono un oggettivo contributo al clima di disinformazione in cui da sempre si muovono le politiche del farmaco in Italia", ribatte il presidente di Assogenerici: "Innanzitutto - precisa Foresti - non ho mai proposto di incentivare economicamente la prescrizione dei generici. Quanto alla polemica sulla sostituibilità e le esigenze professionali dei medici che rifiutano di assumersi responsabilita' indipendenti dalla loro volonta' e' il caso di dire una volta per tutte che questa responsabilita' e' avvertita soltanto in Italia". Commentando infine il decreto varato dal Governo Monti, secondo Foresti "l'unico effetto che si e' riscontrato e' stato l'aumento dell'apposizione della clausola di non sostituibilita' a fronte dell'indicazione di un prodotto branded: difficile - conclude - capire come la situazione avrebbe potuto essere peggiore".

 

Farmindustria

Sulla vicenda scende in campo anche l’industria del farmaco con il suo presidente Massimo Scaccabarozzi: "non voglio dare ragione a qualcuno ma stare dalla parte del giusto, e credo che sia corretto quello che dicono i medici", spiega il presidente di Farmindustria: “d’altronde - precisa Scaccabarozzi - non capisco dove sta il problema. Quando il medico prescrive un farmaco a brevetto scaduto non cambia nulla se è generico o 'brand', e certo non cambia per lo Stato, che inizia a risparmiare da subito". Casomai, aggiunge, "il problema riguarda quote di mercato, ma su questi aspetti a decidere deve essere sempre un mercato competitivo e liberale". Secondo il presidente di Farmindustria, "invece che discutere di queste cosa forse sarebbe più opportuno preoccuparsi dei tagli che da tempo affliggono la farmaceutica. Credo che su questo punto servirebbe un messaggio chiaro da parte di tutte le imprese".

L’attacco finale di Foresti

Ed arriva puntuale contro Farmindustria  la replica di Foresti: "Vorrei ricordare al presidente di Farmindustria che, alla scadenza dei brevetti, la spesa per lo Stato diminuisce non per effetto di qualche magia, ma semplicemente perche' arrivano sul mercato farmaci equivalenti, il cui arrivo, non a caso, si cerca sempre di rallentare con i piu' fantasiosi espedienti". "Peraltro - aggiunge - non mi stupisce che l'industria del farmaco di marca prenda le parti della Fimmg dopo 25 anni di condivisione di interessi". Per il presidente di AssoGenerici il dato che si continua a ignorare e' che se in Italia il generico avesse raggiunto il livello di consumo medio europeo, per effetto delle dinamiche competitive "lo Stato e le Regioni spenderebbero 750 milioni di euro in meno ogni anno. E questo - conclude - senza contare le molecole che perderanno il brevetto da qui al 2015".