Simg, in Italia troppi hospice e pochi centri per le cure palliative

Redazione DottNet | 31/05/2012 21:12

''In Italia ci sono troppi hospice mentre mancano centri con equipe dedicata per le cure palliative. Nelle Asl solo il 21,8% ha centri per l'erogazione diretta di cure palliative domiciliari''. A sollevare il problema e' Pierangelo Lora Aprile, responsabile dell'area cure palliative della Simg (Societa' italiana medicina generale), nell'incontro 'Il dolore delle donne', organizzato da Onda (Osservatorio nazionale salute donne) oggi a Milano. 

Dai dati presentati da Lora Aprile risulta che ''il 31,9% delle asl ha centri di cure domiciliari che dispongono di equipe distrettuali, o provider privati accreditati, specificamente dedicati, mentre il 46,3% non dispone di equipe dedicate. Quindi anche se dopo l'introduzione della legge 38/2010 sulle cure palliative e la terapia del dolore, il 60% delle asl dice di avere una rete di cure palliative, nella sostanza non e' vero, perche' la maggior parte ce l'ha solo sulla carta''. A contribuire al miglioramento dei servizi dovrebbe arrivare un nuovo documento, che sara' all'esame della Conferenza Stato-Regioni il 27 giugno, che stabilisce i requisiti minimi per l'accreditamento del centri che offrono cure palliative, terapia del dolore, e cure palliative e terapia del dolore pediatriche. Nella citta' di Milano un miglioramento nell'assistenza ai pazienti in fase terminale c'e' stato con la creazione di una rete degli otto hospice milanesi. ''E' stata creata 2 anni fa - racconta Cristina Mantica, dirigente di Oncologia medica dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano - e si e' realizzata una lista unica di ricovero. In sostanza si chiede l'appuntamento ad un hospice e si viene inseriti in una lista cui afferiscono tutte le 8 strutture, con l'assegnazione di un punteggio che tiene conto della gravita' e della situazione sociale del malato''.

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