Cgil: le aziende sanitarie devono diventare strutture di comunità per medici e cittadini

Redazione DottNet | 31/05/2012 21:17

Riformare, senza abbatterlo, il sistema aziendale in sanita', trasformando le Asl in ''Aziende sanitarie di comunita' '', dove anche medici e cittadini possano far sentire la loro voce. E' la proposta della Cgil medici per rivedere il sistema delle aziende sanitarie, anche alla luce delle difficolta' economiche e dei tagli che il settore sta scontando, illustrato dal segretario, Massimo Cozza, nel corso del convegno 'Per la salute bene comune, quale governo clinico?'. Il nuovo modello 'partecipato', secondo la proposta della Cgil, dovrebbe prevedere che ''le decisioni con rilevanza clinica'' siano ''condivise in organismi istituzionali come un Collegio di direzione rappresentativo delle diverse figure professionali''.

 Nella nuova 'Asac' poi ''i Comitati di dipartimento, con la componente elettiva'' dovranno svolgere ''un ruolo fondamentale nelle decisioni organizzative''. Mentre i dipendenti dovranno recuperare il ''senso di appartenenza'' al servizio pubblico, a partire dai primari che non dovrebbero piu' avere la possibilita' ''di esercitare la libera professione in uno studio privato'' per essere ''i primi a valorizzare il servizio pubblico''. Mentre anche i cittadini dovranno avere la possibilita' di esprimere, una volta all'anno durante una 'assemblea della salute', una valutazione delle perfomance delle aziende e dei loro manager. Nel suo intervento Cozza ha affrontato anche il nodo della spending review, sottolineando che ''l'eliminazione degli sprechi e' la benvenuta'' ma che bisogna ''fare attenzione quando si afferma che si possono rivedere 97 miliardi di spesa sanitaria, si blocca il riparto del Fondo 2012, e si sostiene di rimandare attivita' pubbliche verso il settore privato'' perche' ''diminuire ulteriormente la spesa pubblica, scaricando costi maggiori sulle tasche dei cittadini, significherebbe la fine del principio prezioso dell'universalita' del sistema''.

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