Menarini, storia di un successo italiano: a Berlino confronto italo-tedesco sulla crisi

Aziende | Redazione DottNet | 01/06/2012 21:41

In tedesco si dice Vorbild, che significa 'esempio'. E stavolta a dare l'esempio e' una realta' italiana. Che sia un 'hidden champion' oppure no, slogan su cui piu' d'uno non e' stato d'accordo oggi a Berlino, la 'storia di successo' del gruppo Menarini, celebrata nella capitale tedesca in piena euro-crisi, fornisce una gradita 'dissonanza'. L'anniversario dei 125 anni dell'impresa farmaceutica incrocia inevitabilmente le ansie per le sorti d'Europa, e dell'Italia in particolare. E diventa occasione per un incontro fra Germania e Italia: interlocutori piu' simili dopo l'approvazione della riforma del mercato del lavoro ieri, e accomunati dalla forza dell'industria manufatturiera.

 Che devono sforzarsi di capirsi sempre meglio pero', in giorni difficili, in cui l'Europa e' di fronte a un 'bivio' e si litiga sugli eurobond. Nella sede di Chemie-Berlin, controllata tedesca dell'impresa di origine toscana, moderato da Bruno Vespa, l'incontro odierno ha messo a confronto Alessandro Profumo, ad di Montepaschi di Siena, l'ex vicecancelliere tedesco Frank-Walter Steinmeier, il sottosegretario agli Esteri Marta Dassu', la senatrice Maria Ida Germontani, Michael Sirotovitch, del cda di Chemie-Berlin, la giornalista del Corriere della Sera Marika de Feo e il vicedirettore del Berliner Zeitung Robert von Heusinger. Salutati, in apertura, dall'ambasciatore italiano Michele Valensise e dal sindaco di Berlino Klaus Wowereit. Storia e numeri di questo campione 'nascosto' secondo la definizione della lecture dell'economista Hermann Simon, sono stati proposti in una breve presentazione della vicepresidente Lucia Aleotti: ''Oggi la parola internazionalizzazione e' di moda, ma venti anni fa mio padre ha saputo guardare avanti, nella profonda convinzione che chi si siede e' perduto''. E questa azienda familiare e' oggi presente in 100 paesi del mondo, ha 16 mila dipendenti, ha un fatturato da 3 miliardi, ed e' stata in grado di creare 5000 posti di lavoro negli ultimi dieci anni. Recentemente si e' aperta al mercato asiatico con l'acquisizione di Invida. ''Un successo umano - ha concluso la Aleotti - ancor piu' che di business''. ''In Germania ci sono 1800 imprese controllate da realta' italiane e in Italia sono 1400 le imprese controllate dalla Germania'', ha sottolineato Valensise, ribadendo ''l'enorme l'interesse'' delle due parti a una ''buona collaborazione''. L'ambasciatore ha colto l'occasione per rafforzare un messaggio scandito nei mesi scorsi: ''Siamo fiduciosi che il sistema tedesco, il parlamento, il governo, i cittadini, apprezzeranno l'enorme sforzo fatto dall'Italia''. ''La crisi puo' peggiorare ancora e l'Europa e' a un bivio'', ha detto Profumo, il quale pero' guarda con ottimismo ad alcune misure:''Il solo annuncio del fondo di ammortamento in grado di assorbire le eccedenze del 60% del debito pubblico farebbe cadere verticalmente il nostro spread''. Profumo ha anche ribadito che le banche italiane sono solide: ''Anche se la nostra ha troppi titoli di Stato'', ha aggiunto in un passaggio del suo intervento. Ma come convincere i tedeschi ad allentare la morsa del rigore? ''Non c'e' giorno in cui non ripeta nei miei discorsi - ha detto Steinmeier - quanto la Germania tragga vantaggio dall'euro''.

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