Balduzzi, il medico di famiglia è il play maker del Servizio pubblico. Via al tavolo per la formazione. Lezioni in piazza per gli specializzandi campani

Medicina Generale | Redazione DottNet | 04/06/2012 19:42

Si e' aperto con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del terremoto in Emilia, l'incontro di stamani a Gualdo Tadino sulla ''Nuova figura del medico di famiglia'', presenti anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi, il Segretario generale nazionale Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia), Giacomo Milillo, e l'assessore regionale alla Sanita', Franco Tomassoni.

 Tra i temi trattati, quello della formazione post laurea degli aspiranti medici di medicina generale, che a tutt'oggi non hanno una scuola di specializzazione valida e riconosciuta che li formi direttamente sul campo e che li tuteli in ambito assistenziale. ''Il medico di famiglia e' il play maker del servizio sanitario nazionale, e svolge un ruolo fondamentale per la continuita' assistenziale'', ha detto Balduzzi. ''Siamo specialisti nella cura delle persone, prima ancora che delle malattie - ha sottolineato Milillo - e dobbiamo fondare il nostro lavoro sul rapporto umano con i pazienti, che vedono in noi un faro che puo' indirizzarli all'interno di quella giungla chiamata sanita'''. Al ministro sono state consegnate  circa 1200 firme per sostenere le ragioni dei medici specializzati in Medicina Generale. Il Ministro si e' espresso sulla necessità della riqualificazione della proposta formativa e ha annunciato l'avvio di un tavolo tra Ministero, tirocinanti e Regioni con l'obiettivo di discutere i problemi della formazione specifica in Medicina Generale e le prospettive occupazionali e professionali ad essa legata.

A Napoli gli specializzandi studiano in piazza

Libri ed evidenziatori in strada per un gruppo di medici campani. Oggi la preparazione per entrare in una delle scuole di specializzazione di area medica non si fa al chiuso di una stanza. Oggi quiz e ripetizioni si fanno sotto la sede della Regione Campania a Santa Lucia. Ci sono in bilico circa 80 borse di studio che la Regione vuole tagliare e siccome lo studio per il difficile concorso non si puo' fermare, per oggi si accompagnera' alla protesta. In circa cinquanta, in camice e con libri al seguito, si sono riuniti a Santa Lucia. Motivo della protesta e' il taglio alle borse di studio che negli anni scorsi erano messe a disposizione dalla Regione per compensare quelle che non sono finanziate da fondi ministeriali: in sostanza la Regione anticipava i soldi per poi incassare dal ministero della Salute. Oggi invece 400 aspiranti campani sono con il fiato sospeso. E' infatti una vera e propria corsa contro il tempo, solo fino alle 24 la Regione potra' scaricare i bandi dalla piattaforma digitale del ministero. Dopo, per chi spera in un posto di specializzazione, la porta di accesso si restringera' ancora di piu' e saranno circa 80 i posti in meno. E' per questo che in cinquanta hanno organizzato un sit-in davanti la sede della Regione a Santa Lucia. Mattia Silvestre dell'Osservatorio regionale di Federspecializzandi, assieme a Mauro Adamo e Luca Buonaiuto del direttivo nazionale e Antonio Della Corte del direttivo locale hanno incontrato il consigliere per la Sanita' del presidente della Regione, Raffaele Calabro'. ''Da quanto ci e' stato spiegato - dice Silvestre - Si tratta di una questione di legittimita'. Il subcommissario alla Sanita' Mario Morlacco non puo' far passare i fondi come formazione per via del piano di rientro della Regione. Non si capisce pero' come mai negli anni scorsi, quando gia' c'era il piano di rientro, e' stato possibile farlo, mentre quest'anno invece no''. Secondo la Conferenza Stato-Regioni, spiega Silvestre, il fabbisogno di nuovi specializzandi in Italia e' di 8.000 unita', ma il ministero ne copre soltanto 5.000. Gli altri devono essere anticipati dalle Regioni. Ogni specializzando, spiega ancora Silvestre, guadagna 25.000 euro lordi all'anno per cinque anni ed essendo le borse di studio in questione circa un'ottantina, la spesa totale per la Regione si aggirerebbe attorno ai 10.000.000 di euro in cinque anni.

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