I cibi geneticamente modificati possono trasferire proteine allergeniche

Redazione DottNet | 25/10/2008 18:50

I cibi classificati come Gm - geneticamente modificati - rischiano di trasferire, durante la manipolazione dell'ingegneria genetica, proteine potenzialmente allergeniche. Di questo si è parlato nel corso dell'8/o congresso della Sidapa, Società italiana di dermatologia allergologica professionale e ambientale, che si è svolto a Firenze.

''Basti pensare - spiegano gli esperti in una nota - che la soia e i derivati sono presenti nel 60% degli alimenti in forma di acidi grassi, emulsionati o lecitina, e il mais, direttamente o indirettamente, nel 50% dei prodotti alimentari. Non è possibile ridurre il rischio, adottando criteri di comportamento particolari, poichè la modifica è insita nelle cellule dell'alimento''. Attualmente, aggiungono gli allergologi, la soia transgenica in commercio in Europa non presenta sostanze allergenicamente differenti rispetto a quella non manipolata, ma esiste il problema che vegetali modificati si ritrovano anche nel mangime animale. Nel caso venga immesso in commercio un prodotto modificato deve necessariamente riportare sull'etichetta in modo chiaro la sua origine e l'indicazione del rischio di sensibilizzazione per i soggetti. In Italia esiste una legge che vieta l'uso di piante transgeniche nella preparazione di alimenti destinati all'infanzia.

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