Iss, in Italia cresce il tasso di antibiotico-resistenza. Colpiti i pazienti critici

Redazione DottNet | 06/06/2012 19:57

In Europa l'Italia e' uno dei paesi con piu' alto tasso di antibiotico-resistenza. La frequenza di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, per esempio, e' intorno al 40%, contro una media europea del 17%. E le ultime cifre dell'Istituto superiore di sanita' rivelano un altro dato preoccupante: l'aumento di 10 volte della percentuale di ceppi di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi, una classe di antibiotici da sempre considerata "salva vita" nelle infezioni gravi da microrganismi resistenti agli altri antibiotici.

 Secondo la rete di sorveglianza Ar-Iss, coordinata dal Dipartimento Malattie Infettive Parassitarie e Immunomediate (Mipi) e dal Cnesps, in Italia la frequenza di K. pneumoniae resistenti ai carbapenemi nelle sepsi e' passata dall'1.6% del 2009 al 16% del 2010 e i dati relativi al 2011 indicano un aumento ulteriore. "La resistenza ai carbapenemi - spiega Annalisa Pantosti, direttore del reparto Malattie batteriche, respiratorie e sistemiche del Mipi - e' nella maggioranza dei casi dovuta alla presenza di un enzima (la carbapenemasi) che e' in grado di distruggere gli antibiotici della classe dei beta-lattamici, inclusi i carbapenemi: pertanto il microrganismo diviene resistente anche a questi antibiotici di ultima risorsa".Nel resto d'Europa, con l'eccezione di Grecia, Cipro e, in maniera minore, Ungheria, la frequenza di K. pneumoniae resistente ai carbapenemi e' inferiore al 2%. "Le infezioni dovute a K. pneumoniae resistente ai carbapenemi - continua Pantosti - colpiscono soprattutto pazienti critici in reparti di terapia intensiva, ma anche in reparti medici o chirurgici. Le infezioni sono difficilmente trattabili e sono gravate da un'alta letalita'''.

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