“Buono” ma non troppo

Cardiologia | Enrica Vigato | 19/06/2012 10:19

Presentazione dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet che ha coinvolto l’Università di Verona e un campione della popolazione veronese una nuova ricerca sul ruolo del colesterolo Hdl ne mette in discussione la funzione protettiva nella prevenzione dell’infarto

Venerdì 8 giugno, ore 10.30

 

Lurm – Laboratorio interuniversitario di ricerca medica

Piano terra del Policlinico GB Rossi, "Edificio Sud"
Ple. L.A. Scuro, 10, Verona

 

Possibilità di parcheggiare all’interno nei posti auto lato Pronto Soccorso

 

Focus con i giornalisti per presentare i risultati di un recente studio - coordinato dall’Università di Harvard al quale hanno partecipato due gruppi italiani dell’Università di Verona e dell’Università di Milano - che ridimensiona il ruolo del colesterolo “buono” (Hdl) nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. La ricerca ha individuato una serie di varianti genetiche e ne ha valutato l’impatto sul rischio cardiovascolare in una popolazione composta da oltre 110.000 individui, tra cui gli oltre 2.000 veronesi che hanno aderito al “Verona Heart Study”.

Saranno presenti il Rettore Alessandro Mazzucco e i ricercatori che hanno partecipato allo studio Oliviero Olivieri, Domenico Girelli e Nicola Martinelli del dipartimento di Medicina.

 

 

Università degli Studi di Verona
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