Racca, condividiamo la lotta all’evasione del Governo, ma occorre rivedere la remunerazione e la distribuzione nelle farmacie

Redazione DottNet | 07/06/2012 17:50

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Le farmacie ''condividono l'impostazione del Governo Monti, che ha ribadito l'impegno totale del Governo sul fronte della lotta all'evasione fiscale, al fine di recuperare risorse per lo sviluppo del Paese''. Lo afferma il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, chiedendo ''al Governo che, anziche' tagliare voci importanti per i cittadini come la spesa farmaceutica convenzionata, elimini disfunzioni e sprechi''.

Racca suggerisce di puntare sulla farmacia per la distribuzione di medicinali acquistati dalle strutture pubbliche e oggi consegnati da ospedali e Asl direttamente ai cittadini, in modo da ridurre la spesa farmaceutica ospedaliera e da sottoporre anche questi farmaci a un preciso monitoraggio. Ad avanzare una proposta che "rientrerebbe perfettamente nello spirito alla base della spending review" e', appunto, Federfarma, l'associazione nazionale dei titolari di farmacia. "Le farmacie italiane mettono a disposizione di Regioni e Asl la propria rete capillare per la distribuzione dei medicinali acquistati dalle strutture pubbliche", spiega una nota dell'associazione, sottolineando che la distribuzione in farmacia dei medicinali acquistati tramite la Consip (societa' del ministero dell'Economia a servizio delle pubbliche amministrazioni), gia' ampiamente sperimentata a livello locale, consente di raggiungere due obiettivi: ''da un lato agevolare i cittadini che possono ritirare tutti i medicinali di cui hanno bisogno nella farmacia sotto casa, in orari molto ampi, invece di doversi spostare per raggiungere i presidi pubblici, piu' lontani e aperti poche ore la settimana, e dall'altro quello di garantire la massima trasparenza e ridurre gli sprechi, grazie ad un monitoraggio tempestivo e preciso dei consumi e della spesa". E proprio grazie a questi dati, conclude Federfarma, "la pubblica amministrazione ha da anni un quadro dettagliato della spesa farmaceutica convenzionata che, grazie a questo attento monitoraggio, e' l'unica voce della sanita' che rispetta il tetto di spesa previsto".  

I guadagni

Sui guadagni dei farmacisti,  Racca ricorda che ''le farmacie pagano le tasse fino all'ultimo centesimo'', e che ''il dato pubblicato qualche giorno fa sulla stampa, secondo il quale le farmacie nel 2010 hanno dichiarato un reddito lordo di 107.000 euro, e' un dato fuorviante, considerato che tale importo, infatti, comprende redditi diversi, quali i redditi da lavoro del titolare e di eventuali collaboratori, i redditi da lavoro dei soci e il reddito da capitale investito''. Va inoltre ricordato, prosegue il presidente di Federfarma, che la farmacia ''deve necessariamente essere gestita come ditta individuale o come societa' di persone, per dare la massime garanzie di tutela della salute del cittadino. Tale scelta garantista - conclude Racca - fa si' che il farmacista titolare risponda con tutti i propri beni personali di eventuali danni procurati, e non solo con il capitale versato, come nel caso di una societa' commerciale''.

Spesa farmaceutica

Racca va oltre e chiede anche di “Non  comprimere il tetto di spesa farmaceutica territoriale, che rappresenta una voce virtuosa, per permettere l'aumento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera” commentando  i dati diffusi dall'Aifa nei giorni scorsi sull'andamento della farmaceutica territoriale, che nel 2011, si e' attestata al di sotto del tetto di spesa del 13,3% sul Fondo sanitario nazionale.  "Il sistema cosi' com'e' rischia di diventare economicamente insostenibile sia per le Regioni sia per le farmacie - aggiunge Racca - ma per renderlo sostenibile senza procedere a ulteriori tagli e' necessario dare piu' spazio alla distribuzione in farmacia dei medicinali Ssn e rivedere la remunerazione della farmacia stessa".  In tal senso il presidente di Federfarma sottolinea che delle voci che fanno riferimento alla spesa farmaceutica territoriale "solo la farmaceutica convenzionata e' in calo ormai da anni (circa -20% negli ultimi cinque anni, al netto dei ticket e delle varie trattenute imposte alle farmacie) mentre le altre due voci (distribuzione diretta e per conto) sono in aumento".  A fronte del calo di spesa, pero', prosegue Racca, "assistiamo a un aumento del numero delle confezioni di medicinali Ssn erogate dalle farmacie, che dispensano piu' farmaci, ma di prezzo sempre piu' basso: dunque piu' lavoro e minore redditivita'". Per questo, conclude, "la revisione del sistema di remunerazione della farmacia e' urgentissimo, tanto piu' a fronte dell'apertura di 5.000 nuove farmacie, prevista dal decreto liberalizzazioni"