Acemc, mancano i medici d’emergenza. L’Udc propone un contratto di formazione per i futuri mmg

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 11/06/2012 15:54

Medici d'emergenza cercasi: manca infatti personale specializzato in Pronto Soccorso. Due le cause: il blocco del turnover e le scuole di specializzazione universitarie in emergenza. Queste sono infatti attive solo dal 2009, ed i primi specialisti in medicina d'emergenza-urgenza che usciranno nel 2014 saranno circa 50 in tutta Italia, a fronte di un fabbisogno di circa 10 volte gli attuali contratti di formazione assegnati annualmente per ciascuna scuola.

 E' l'allarme lanciato durante il convegno 'La Medicina d'urgenza tra mente e corpo', promosso dalla Academy of Emergency Medicine and Care (Acemc) presso l'Universita' Cattolica di Milano. ''Si stima che in Italia manchino circa 5.000 medici tra radiologi, anestesisti e medici dell'area dell'emergenza'', sottolinea Ivo Casagranda, Presidente Acemc. Le Scuole di Specializzazione in Medicina d'Emergenza-Urgenza annualmente dispongono in totale di circa 50 posti per tutta Italia, troppo pochi per offrire sufficiente personale specializzato ai dipartimenti di emergenza e accettazione (Dea) e Pronto soccorso. Solo in Piemonte, per gli anni accademici 2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014, sono stati chiesti 40 contratti di formazione specialistica in medicina d'emergenza-urgenza per ciascun anno, a fronte di una previsione basata su dati storici di 4 assegnazioni per anno. Ad aggravare la carenza d'organico in molte regioni ci sono inoltre il blocco del turnover, la mancata sostituzione del personale femminile che va in maternita' e la carenza di infermieri.

Contratto di formazione per medici di base

''Equiparare i corsisti di medicina generale agli altri medici specializzati e dottorandi attraverso l'adozione di un contratto di formazione specifica di medicina generale''. E', in sintesi, l'obiettivo principale del disegno di legge presentato al Senato dal Responsabile Sanita' dell'Udc, Claudio Gustavino. ''I giovani 'camici bianchi' - afferma Gustavino - versano oramai da anni in condizioni precarie e denunciano la mancata valorizzazione dei corsisti titolari di una borsa di studio'' pari a poco piu' di 11mila euro e ''soggetta a una duplice tassazione Irpef e Irap, che arriva ad avere la consistenza finale di circa 800 euro''. ''Essi vivono, pertanto, in una condizione di evidente svantaggio rispetto ai loro colleghi specializzandi e dottorandi universitari, titolari di contratti di formazione e borse di studio esenti da tassazione e di importo mediamente e significativamente superiore''. Da qui, l'esigenza di un ddl per ''valorizzare il ruolo dei medici di famiglia. E' necessario ripensare la formazione specifica in Medicina Generale, rivolta a chi sceglie la Medicina Generale come propria professione per il futuro ponendo come obiettivo quello di assicurare una pari dignita' al percorso formativo del Medico di Medicina Generale rispetto a quello dei medici specialisti''.

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