Sentenza storica a Bergamo: lo straordinario del dirigente medico oltre quanto previsto dal contratto va pagato. Via a centinaia di vertenze. Il Cipe sblocca fondi per l’Intramoenia

Redazione DottNet | 12/06/2012 17:58

Una sentenza storica del tribunale di Bergamo ha destato scalpore tra i camici bianchi e soprattutto tra gli amministratori di aziende sanitarie. Secondo i magistrati, lo straordinario effettuato dal dirigente medico per coprire le carenze di organico, e non legato al raggiungimento degli obiettivi concordati, dev’essere sanzionato con il riconoscimento del compenso orario non riconosciuto. Un risultato raggiunto grazie alla Fp-Cgil Medici di Bergamo che ha sostenuto i ricorsi di alcuni medici dell'Azienda Ospedaliera Bolognini di Seriate.

 Dopo che per anni hanno prestato servizio presso i reparti di Pediatria e Patologia Neonatale accumulando ore di lavoro straordinario al di là di quanto contrattualmente previsto (in alcuni casi superando anche le duemila). Nel marzo 2009 l'Ufficio Vertenze della Fp-Cgil di Bergamo ha aperto le procedure per il ricorso legale dopo il diniego alla corresponsione economica da parte della direzione aziendale. Ora la sentenza favorevole di primo grado. Per il giudice la eccessiva quantità di ore utilizzate è verosimilmente servita all'azienda per sopperire a carenze di organico e non per raggiungere gli obiettivi concordati con i medici per aumentare qualitativamente i servizi, come il contratto nazionale prescrive. E' stato riconosciuto il diritto al pagamento solo delle ore maturate negli ultimi 5 anni di incarico, decadendo dopo tale periodo il diritto alla retribuzione. Anche per questo gli uffici vertenze della CGIL suggeriscono di aprire i contenziosi tempestivamente. "La vicenda delle colleghe dell'Ospedale di Seriate - dichiara Sonia Ribera, segretaria regionale della Fp-Cgil Medici Lombardia -  mette in luce la situazione insostenibile di molti operatori della sanità lombarda che, per garantire l'erogazione delle prestazioni necessarie ai cittadini, sono costrette a lavorare ben oltre l'orario di lavoro contrattuale". Per Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp-Cgil Medici, "questa sentenza ha valore per l'intero Paese proprio mentre si parla di ulteriori tagli alla sanità. La politica dei tagli riduce i servizi e le prestazioni ai cittadini, obbligando i medici ad operare aumentando i rischi clinici. Il caso di Bergamo purtroppo non è isolato. Nelle regioni sottoposte a piani di rientro la situazione è perfino più drammatica".

Fondi per l’Intramoenia e nuove norme

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 132 dell’8 giugno, è stata pubblicata la delibera del Cipe che sblocca 30,15 mln di euro, a valere sul riparto del FSN 2011, del Fondo vincolato per l’esclusività del rapporto del personale dirigente del ruolo sanitari (articolo 72, comma 6, della legge 23 dicembre 1998, n. 448). Le somme saranno ripartite tra le Regioni, sulla base del numero dei dirigenti del ruolo sanitario che hanno optato per la libera professione intramuraria (107.005). Sono ammessi ai benefici del fondo i medesimi dirigenti a condizione che abbiano rinunciato alla facoltà di svolgere la libera professione extramuraria e qualsiasi altra attività sanitaria resa a titolo non gratuito.Intanto per  l'intramoenia allargata c’è tempo fino  al 30 giugno 2012, scadenza in cui le Regioni devono  completare il programma finalizzato la realizzazione all’interno delle strutture degli spazi per l’esercizio della libera professione. Secondo la bozza di legge, entro ottobre le Regioni dovranno impegnarsi ad una ricognizione straordinaria degli spazi disponibili per la libera professione e, dove ve ne sia necessità e disponibilità di risorse, acquistare, affittare o stipulare convenzioni con altri enti pubblici per avere a disposizione altri ambulatori esterni, aziendali e multidisciplinari, per l’esercizio dell’attività istituzionale o della libera professione intramuraria ordinaria. Le aziende dove non risultino comunque disponibili spazi per la libera professione possono autorizzare, in via sperimentale, un programma che preveda lo svolgimento dell’intramoenia presso studi collegati all’azienda attraverso una rete informatica. Il collegamento dovrà essere attivato entro e non oltre il 30 aprile 2013. Fino a quella data, l’attività degli studi privati già autorizzati potrà proseguire come allo stato attuale.Quindi, dopo il 30 giugno "chi ha saputo seguire l'indicazione legislativa per realizzare l'attività professionale secondo la legge, andrà a regime, mentre per chi per varie ragioni è rimasto indietro, la scelta è dargli una 'finestra'. Ma – ha precisato il ministro - non una finestra di proroga". Si tratterà, piuttosto, di una “sperimentazione”, “a condizione che si metta in rete, che ci sia tracciabilità e trasparenza, e con sanzioni adeguate". Tuttavia sono prevedibili nuove modifiche dopo  il confronto con le Regioni sulla materia. Balduzzi ha anche assicurato che il testo sarà poi presentato in tempi brevi ai professionisti della sanità.

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