Entro l’estate tavolo di lavoro tra ministero dello Sviluppo e Farmindustria. Crolla la produzione farmaceutica

Redazione DottNet | 18/06/2012 19:41

Con tutta probabilità ''entro l'estate'' si insedierà un tavolo tra Farmindustria e ministero dello Sviluppo economico per ''la politica industriale del settore'' e per portare avanti un lavoro già iniziato con l'Aifa per ''riconoscere e valorizzare l'innovazione dei prodotti''. Lo ha assicurato Andrea Bianchi, direttore generale per la politica industriale e la competitività del ministero, intervenendo all'Assemblea 2012 di Assobiotec.

 ''Da parte del ministero c'è disponibilità - ha sottolineato a margine del suo intervento Bianchi - e già c'è un lavoro che stiamo svolgendo con l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per definire una strategia sui prezzi dei farmaci che sia coerente con gli obiettivi di innovazione''. ''L'obiettivo del nostro ministero - ha proseguito - è un sistema di valutazione dell'innovatività più forte, che premi i medicinali con una dose maggiore di ricerca e innovazione attraverso una capacità più rapida di recupero degli investimenti fatti: questo è il problema, rispetto agli altri Paesi. Non investiamo meno in spesa farmaceutica, è che abbiamo un sistema di prezzi che diluisce maggiormente nel tempo'' il recupero degli investimenti e ''premia più la 'coda' che la 'testa', prolungando le rendite per prodotti vecchi e non premiando quelli innovativi''. In futuro si potrebbe invece pensare a un sistema con ''prezzi di ingresso più alti'' e magari una ''redditività che cala con la maturità dei prodotti''. L'innovazione, peraltro, ha sottolineato anche il direttore generale dell'Aifa, Luca Pani, ''insieme ai generici va considerata una strategia di risparmio''. E' vero che ''un farmaco innovativo ha un costo maggiore'' ma, si chiede, ''qual è il costo di malattia non curate o curate in modo meno efficace?''. Ricordando ad esempio che grazie a farmaci innovativi per certe malattie si ''riducono i ricoveri'', Pani ha indicato come ''fondamentale'' la possibilità di avere parametri di valutazione ''dell'impatto del mondo del farmaco fuori dal mondo del farmaco'' appunto negli esiti di cura ''sulle persone''.

Crolla la produzione farmaceutica

Sos per l'industria farmaceutica, con la produzione che scende del 6,2% nei primi 4 mesi del 2012 rispetto all'anno passato. E' quanto emerge dal rapporto sull'Industria farmaceutica, che sara' pubblicato domani sul Sole 24Ore e che parla di una ''situazione difficile'' per le imprese, con un export che non riesce piu' a compensare la frenata del mercato interno. Situazione difficile non solo ''per le manovre a ripetizione che in cinque anni hanno scaricato in vario modo riduzioni per 11 miliardi sul settore'', ma anche per i ''tempi biblici'' degli accessi ai nuovi farmaci, che arrivano a 500 giorni, e per i ritardi di pagamento da parte del servizio sanitario, che sono arrivati a 251 giorni in media, ma con punte che arrivano a 740 in Calabria. ''Bisogna invertire la rotta per convincere gli investitori stranieri che sull'Italia si puo' puntare perche' e' un Paese credibile'', avverte in proposito il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, mentre Stefano da Empoli, Presidente dell'Istituto per la competitivita', chiede che ''se non potranno essere azzerati gli ulteriori tagli previsti, questi potrebbero almeno essere contenuti, operando su una rimodulazione complessiva degli attuali tetti alla spesa''.

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