I radicali chiedono la legalizzazione dell’uso terapeutico della cannabis. Che cosa ne pensate?

Redazione DottNet | 18/06/2012 18:50

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Minuscoli semi di canapa indica (mariujana) sono stati oggi gli inediti 'protagonisti' nel corso di una conferenza stampa dei Radicali alla Camera: con un gesto provocatorio, la deputata Rita Bernardini ha infatti piantato tre semi in altrettanti vasetti, conscia del divieto per legge della coltivazione - che inizia con la posa dei semi - della cannabis. Un gesto volto a riaccendere i riflettori sul tema del ''riconoscimento del diritto dei pazienti di curarsi con i derivati della cannabis'', e che ha portato ad alcuni momenti di tensione quando i commessi parlamentari hanno sequestrato i vasetti, per restituirli poco dopo.
 

Molti pazienti, ha sottolineato Bernardini, ''hanno necessita' di 'autocoltivarsi' la cannabis ad uso terapeutico a causa dei tempi lunghi per l'ottenimento di questi farmaci. Infatti, oggi in Italia il medico può prescrivere alcuni farmaci cannabinoidi sulla base del decreto ministeriale del 18 aprile 2007, ma la realtà é che vi è una grande ignoranza in materia e comunque, anche con la prescrizione, i tempi per ottenere tali farmaci sono lunghissimi". Anche perché, sottolinea Bernardini, "noi importiamo questi medicinali dall'Olanda''. Dai Radicali, dunque, la richiesta al Parlamento perche' "affronti il problema della legalizzazione ad uso terapeutico dei derivati della cannabis, regolamentando la materia a favore dei pazienti in un contesto di legalità e sicurezza". Al Senato, ricordano i Radicali, giace da anni un progetto di legge che introduce la possibilità per persone affette da alcune gravi patologie di accedere sia alla cannabis in forma naturale sia ai farmaci derivati da estratti di cannabis, mentre alla Camera è stata da poco calendarizzata la proposta di legge (a prima firma Bernardini) che propone di depenalizzare la coltivazione domestica della marijuana. "Chiediamo - ha detto Bernardini - un rapido iter parlamentare di questi progetti di legge, approvando misure concrete che non costringano, come oggi accade, i cittadini ed i pazienti, spesso affetti da gravissime patologie, a rivolgersi al mercato nero delle mafie e delle camorre". Altra richiesta e' che si consideri l'opportunità di "una produzione in Italia di medicinali a base di cannabis tramite il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo e lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze". Ad oggi, di fatto, solo la Regione Toscana, la Provincia di Bolzano ed alcune Asl consentono ai malati di accedere a farmaci a base di cannabinoidi, ma spesso con enormi difficoltà. Risultato: Molti malati si 'autocoltivano' il farmaco, ovvero la cannabis, a casa, atto vietato e sanzionata penalmente anche se la finalità è il consumo personale. La pena, ha spiegato Bernardini, ''prevede la reclusione da sei a 20 anni e la multa da 26 mila a 260 mila euro. Ma se un cittadino si rivolge invece ad uno spacciatore per avere cannabis per uso personale, incorre solo in una sanzione amministrativa. Questo e' un paradosso - afferma - perche' si va ad incrementare il mercato della criminalita'''.  A sottolineare l'urgenza di un intervento del Parlamento anche Marco Pannella e Mina Welby, insieme a vari pazienti che hanno portato le loro testimonianze. E che la cannabis abbia effetti terapeutici, ha rilevato Bernardini, ''lo riconosce lo stesso ex ministro Giovanardi che, in una sua pubblicazione sui danni della cannabis, ne riconosce i campi di utilizzo terapeutico'' che vanno, come indicazioni gia' accettate scientificamente, dalla ''nausea e vomito in chemioterapia alla stimolazione dell'appetito nei pazienti con anoressia Aids-correlata, alla spasticita' dovuta a sclerosi multipla''.