Industria farmaceutica, la produzione scende del sei per cento. Federfarma: distribuiamo in farmacia i prodotti ospedalieri

Redazione DottNet | 19/06/2012 16:28

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Sos per l'industria farmaceutica, con la produzione che scende del 6,2% nei primi 4 mesi del 2012 rispetto all'anno passato. E' quanto emerge dal rapporto sull'Industria farmaceutica, che sara' pubblicato domani sul Sole 24Ore e che parla di una ''situazione difficile'' per le imprese, con un export che non riesce piu' a compensare la frenata del mercato interno. Situazione difficile non solo ''per le manovre a ripetizione che in cinque anni hanno scaricato in vario modo riduzioni per 11 miliardi sul settore'', ma anche per i ''tempi biblici'' degli accessi ai nuovi farmaci, che arrivano a 500 giorni, e per i ritardi di pagamento da parte del servizio sanitario, che sono arrivati a 251 giorni in media, ma con punte che arrivano a 740 in Calabria.

''Bisogna invertire la rotta per convincere gli investitori stranieri che sull'Italia si puo' puntare perche' e' un Paese credibile'', avverte in proposito il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, mentre Stefano da Empoli, Presidente dell'Istituto per la competitivita', chiede che ''se non potranno essere azzerati gli ulteriori tagli previsti, questi potrebbero almeno essere contenuti, operando su una rimodulazione complessiva degli attuali tetti alla spesa''.

Federfarma propone di distribuire i farmaci ospedalieri

Federfarma propone di affidare alle farmacie la distribuzione dei medicinali innovativi ad alto costo, oggi acquistati e distribuiti direttamente da ospedali e ASL. Con questo obiettivo Federfarma, secondo la quale ''in farmacia non ci sono sprechi'', ha inviato al Presidente del Consiglio Monti, in qualità di Ministro dell'economia, al Ministro della salute Balduzzi, al direttore generale dell'AIFA Pani e al Presidente della Conferenza delle Regioni Errani, una richiesta formale di apertura del tavolo tecnico per la definizione di un nuovo sistema di remunerazione delle farmacie, previsto dalla legge n. 122/2010, ma mai convocato. Il nuovo modello di remunerazione delle farmacie adeguerebbe, secondo Federfarma, il sistema italiano a quello esistente in altri Paesi europei, come Germania e Belgio, e in via di applicazione in Francia. Federfarma sottolinea che la spesa farmaceutica convenzionata nell'ultimo quinquennio è in costante calo. La stessa Corte dei Conti, nel suo recente rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, evidenzia il costante calo della spesa farmaceutica territoriale. ''Ma soprattutto le farmacie - prosegue Federfarma - hanno subito negli anni il pesante impatto delle ripetute trattenute a favore del SSN, che hanno comportato per le farmacie oneri quantificabili in circa 7 miliardi negli ultimi 10 anni (di cui 4 negli ultimi 5 anni). In farmacia non ci sono sprechi. Gli sprechi vanno semmai cercati in altri settori. A titolo di esempio, segnaliamo il caso recente di una farmacia di Udine, nella quale si è presentata una signora che, dopo la morte del marito, avrebbe voluto restituire - cosa ovviamente impossibile - un grande quantitativo di farmaci inutilizzati, che erano stati consegnati dall'ospedale. Se tali farmaci, tra l'altro molto costosi, fossero stati consegnati di volta in volta dalla farmacia, anziché in un'unica soluzione dall'ospedale, questo spreco non ci sarebbe stato. Lo stesso discorso vale tutte le volte che un malato deve cambiare la terapia''.