Morti per parto, Italia maglia nera

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 19/06/2012 15:21

Non siamo i migliori al mondo per la mortalita' materna legata al parto. Anzi, a sorpresa, il nostro tasso e' uno dei piu' alti dell'Europa occidentale. Colpa dell'eta' sempre piu' avanzata delle neo-mamme. A contraddire la classifica stilata dalla rivista 'Lancet' nel 2010 e' l'Istituto superiore di sanita', che ha studiato 5 regioni rappresentative del 32% delle donne italiane in eta' fertile con criteri diversi: oltre ai certificati di morte dell'Istat, ha usato le schede di dimissione ospedaliere. Cosi' il valore non e' piu' di 4 morti ogni 100mila nati vivi, ma di 11,8, il 63% in piu', contro una media dell'Europa occidentale di 7-8.

Lo studio, condotto dal Reparto salute della donna e dell'eta' evolutiva del Cnesps-Iss, ha raccolto i dati dal 2000 al 2007 di Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia. Tra il 2000 e il 2007 in queste Regioni sono stati registrati 1.001.292 nati vivi e 260 morti materne con un'eta' media di 33 anni. La mortalita' materna e' 3 volte piu' alta in Sicilia (24,1) rispetto a Toscana ed Emilia Romagna (7,6), ma influiscono anche fattori come l'eta' e il taglio cesareo. Per le donne con gravidanza oltre i 35 anni il pericolo di morire e' doppio, mentre e' triplo per chi fa il taglio cesareo, anche se in molti casi il cesareo e' indicato per donne a rischio per patologie. Anche il basso livello di istruzione e la cittadinanza straniera sono associati a un maggior rischio di mortalita'. ''Il valore di 11,8 non e' un dato nazionale, ma di queste 5 regioni, ed e' una valore medio tra i paesi sviluppati occidentali - spiega Serena Donati, ricercatrice Cnesps-Iss - L'Europa dell'est ha valori peggiori dei nostri, mentre Francia e Danimarca migliori. La Gran Bretagna e' poco migliore di noi con 11,4. Il 50% delle morti e' evitabile, in parte perche' legate a casi di emorragia ostetrica, preeclampsia e tromboembolia, che possono essere ridotte''. Le cause piu' frequenti di mortalita' sono emorragie e disordini ipertensivi in gravidanza in caso di complicazioni legate al parto, e neoplasie, patologie cardiovascolari e i suicidi tra cause indirette (malattie preesistenti o insorte durante la gestazione e da essa aggravate). Per Nicola Surico, presidente della Societa' italiana di Ginecologia e ostetricia (Sigo), ''questi dati non sono una sorpresa. L'eta' avanzata delle partorienti, soprattutto in chi ricorre a procreazione assistita, e' in crescita e molte donne non vengono studiate adeguatamente prima della gestazione. Inoltre l'accordo Stato-Regioni sui punti nascita e' rimasto sulla carta, tranne che in Puglia e Sicilia. Come Sigo stiamo formando i ginecologi per ridurre le emorragie post partum''. Il Ministero della Salute ha ora finanziato un progetto pilota dell'Iss di sorveglianza della mortalita' materna in 7 regioni.

Partorienti sempre più anziane

Cresce l'eta' delle partorienti, e di conseguenza il rischio di mortalita' materna. Le donne dai 35 anni in su hanno infatti un tasso di mortalita' maggiore, pari a 17,7 per 100mila bambini nati vivi rispetto al 9,8 delle donne piu' giovani. Analizzando le classi di eta' della madre, si osserva un rischio di morte circa 7 volte maggiore tra le donne dai 40 anni in su rispetto a quelle sotto i 20 anni e un aumento di circa 3 volte rispetto alle donne di 30-34 anni. Un dato preoccupante, considerando che in Italia, come in gran parte dei Paesi avanzati, la proporzione di donne che partoriscono oltre i 35 anni di eta' e' salita dal 9% nel 1981 al 29% nel 2007. Sono questi alcuni dei dati dello studio dell'Iss sulla mortalita' materna in 5 regioni. In Europa la media della mortalita' materna legata al parto e' di 7-8 morti ogni 100mila bambini nati viti. In Italia e' di 11,8, in Gran Bretagna di 11,4, mentre in Francia e' di 9,6, in Danimarca di 8 e in Finlandia di 5,8. In tutti questi Stati e anche altri, come l'Olanda, ci si e' accorti che la mortalita' materna calcolata sulla base dei certificati di morte era sottostimata con valori che oscillavano tra il 40 e 80% in meno. Per questo si e' usato il metodo del record linkage, cioe' di cercare tutti i dati possibili sul percorso della paziente, e indagini confidenziali, che hanno dato cifre piu' alte, per l'Italia e gli altri Stati europei. Tra le regioni italiane esaminate (Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia), i valori piu' bassi di mortalita' entro 42 giorni dal parto sono stati registrati in Toscana (6,4), cui seguono Emilia Romagna (7,6) e Piemonte (10,2). I piu' elevati sono in Sicilia (24,1) e Lazio (12,2). Tra il 43/o e 360/o giorno dopo la fine della gravidanza, il tasso di mortalita' materna e' in media di 14,2 per 100mila. Per quanto riguarda infine il taglio cesareo, il tasso di mortalita' e' di 12,8 contro 4,2 in caso di parto vaginale. Il rischio relativo di morte con taglio cesareo e' dunque pari a 3 volte quello delle donne che partoriscono per via vaginale.

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