Agenas, la spending review in sanità va attentamente pianificata. Federfarma: alle farmacie la distribuzione dei farmaci ospedalieri. Balduzzi: risparmieremo sette miliardi

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 19/06/2012 18:22

''Il servizio sanitario, come tutti quelli del mondo ha margini di recupero ed efficienza, ma per quanto riguarda la spending review occorre avere chiaro che si tratta di un mondo diverso e non e' banalmente sovrapponibile ad altre forme di revisione spesa della Pubblica amministrazione''. Lo ha detto Giovanni Bissoni, presidente dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas).

  Secondo Bissoni ''non si puo' pensare di fare una spending review sulla carta per fotocopie al pari di protesi cardiologiche, perche' quando entriano in questa area di beni, la standardizzazione deve coinvolgere i professionisti che utilizzano queste protesi e questi strumenti, attraverso un confronto tra loro''. Altro aspetto riguarda l'acquisto delle prestazioni sanitarie: e' un problema di appropriatezza delle prestazioni che, con tutto il rispetto per chi dovra' revisionare la spesa, e' compito di chi governa la sanita' costruire una rete di servizi rigorosa ed essenziale''. Il terzo nodo riguarda i tagli nelle singole regioni: chi vanta bilanci in pareggio avrebbe meno margini di movimento, mentre quelle in difficolta' devono superare ulteriori problemi.  

L'idea di Federfarma

Federfarma propone di affidare alle farmacie la distribuzione dei medicinali innovativi ad alto costo, oggi acquistati e distribuiti direttamente da ospedali e ASL. Con questo obiettivo Federfarma, secondo la quale ''in farmacia non ci sono sprechi'', ha inviato al Presidente del Consiglio Monti, in qualità di Ministro dell'economia, al Ministro della salute Balduzzi, al direttore generale dell'AIFA Pani e al Presidente della Conferenza delle Regioni Errani, una richiesta formale di apertura del tavolo tecnico per la definizione di un nuovo sistema di remunerazione delle farmacie, previsto dalla legge n. 122/2010, ma mai convocato. Il nuovo modello di remunerazione delle farmacie adeguerebbe, secondo Federfarma, il sistema italiano a quello esistente in altri Paesi europei, come Germania e Belgio, e in via di applicazione in Francia. Federfarma sottolinea che la spesa farmaceutica convenzionata nell'ultimo quinquennio è in costante calo. La stessa Corte dei Conti, nel suo recente rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, evidenzia il costante calo della spesa farmaceutica territoriale. ''Ma soprattutto le farmacie - prosegue Federfarma - hanno subito negli anni il pesante impatto delle ripetute trattenute a favore del SSN, che hanno comportato per le farmacie oneri quantificabili in circa 7 miliardi negli ultimi 10 anni (di cui 4 negli ultimi 5 anni). In farmacia non ci sono sprechi. Gli sprechi vanno semmai cercati in altri settori. A titolo di esempio, segnaliamo il caso recente di una farmacia di Udine, nella quale si è presentata una signora che, dopo la morte del marito, avrebbe voluto restituire - cosa ovviamente impossibile - un grande quantitativo di farmaci inutilizzati, che erano stati consegnati dall'ospedale. Se tali farmaci, tra l'altro molto costosi, fossero stati consegnati di volta in volta dalla farmacia, anziché in un'unica soluzione dall'ospedale, questo spreco non ci sarebbe stato. Lo stesso discorso vale tutte le volte che un malato deve cambiare la terapia''.

Il programma di Balduzzi

La sanita' ''fara' la sua parte'', come ha sempre detto il ministro Renato Balduzzi. E lo fara' mettendo a disposizione un miliardo di euro di risparmi per il 2012 che con ogni probabilita' arriveranno da tagli alle spese per beni e servizi, che nel comparto rappresentano ogni anno uscite per circa 30 miliardi. Sarebbe questo, quindi, il 'punto di caduta' raggiunto dopo contatti molto intensi di queste settimane tra il ministro della Salute e il supercommissario Enrico Bondi. E che dovrebbe mettere al sicuro il cosiddetto 'fondino', le risorse vincolate per gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale che valgono per il 2012 un miliardo e mezzo, sul quale inizialmente sembrava concentrata l'attenzione e che aveva trovato fin dall'inizio la resistenza da parte del titolare della Salute. Il decreto per la revisione della spesa pubblica che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri prima della fine del mese, peraltro, al momento non dovrebbe contenere nemmeno interventi sulla filiera del farmaco, altra ipotesi circolata con insistenza negli ultimi giorni guardando alla possibilita' di anticipare a questa estate le misure previste dalla manovra di Tremonti del luglio scorso e che entreranno in vigore dal 2013. Una possibilita' respinta dall'industria del farmaco che gia', come ha sottolineato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, rischia di rimanere ''senza ossigeno'' l'anno prossimo, per misure che per il presidente di Assobiotec, Alessandro Sidoli saranno comunque ''disastrose'' per le aziende che producono farmaci innovativi, i primi ad essere colpiti dalla riduzione della spesa farmaceutica ospedaliera. Ma in sanita', ha ripetuto come un mantra il ministro, non si possono fare ''tagli lineari'', anche perche' il nostro servizio sanitario, ha sottolineato oggi, e' uno dei ''migliori al mondo'' grazie al ''miracolo'' che sta compiendo nel riuscire a ''tenere sotto controllo una spesa che per sua natura e' in evoluzione''. La palla quindi dovrebbe passare a Bondi, che ha il mandato per intervenire proprio sugli acquisti intermedi. E in sanita' i margini di risparmio ci sono visto che, come ha sottolineato lo stesso Balduzzi, ''si riscontrano anche nella stessa regione grandi scostamenti per i servizi di mensa o di lavanderia''. La spesa ''immediatamente rivedibile'', ha spiegato il ministro, e' di circa ''7 miliardi''. E nel frattempo il faro dell'autorita' di vigilanza sui contratti pubblici, che con la collaborazione dell'Agenas sta operando una ricognizione sugli acquisti di Asl e ospedali per arrivare, entro i primi di luglio, a fornire 'prezzi di riferimento', sarebbe puntato infatti proprio sugli acquisti di beni e servizi non sanitari, come appunto le mense, la lavanderia, i servizi di raccolta dei rifiuti. Settori a differenza di quelli dei farmaci o dei dispositivi medici nei quali gli acquisti stentano ad essere centralizzati.

Sanità sempre più in rosa

Il mondo della sanita' e' sempre piu' rosa. Continua il progressivo aumento della presenza femminile tra il personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, che tra il 2008 e il 2009 e' cresciuto dell'1,8%, pari al 63% di tutto il personale. E' quanto emerge dal volume 'Personale delle Asl e degli istituti di cura pubblici-Anno 2009', del Ministero della Salute.  In totale si tratta di 646.083 unita', che comprendono i ruoli sanitario (70,2% dei dipendenti sul totale, di cui 23,7% medici e odontoiatri e il 58,3% infermieri), professionale (0,2% sul totale dei dipendenti), tecnico (18%) ed amministrativo (11,6%). Le donne rappresentano il 63% di tutto il personale (407.651 unita'), in pratica quasi il doppio degli uomini (238.432), e il 64% dei dipendenti con ruolo sanitario. Qui, su 107.179 dipendenti ci sono 38.216 donne (il 35,6%), mentre tra gli infermieri(264.093) 202.645 sono donne (76,7%). Tra i farmacisti, le donne rappresentano il 74,2% (1.786 sul totale di 2.406) e nell'area della riabilitazione ben l'81% dei 19.738 professionisti complessivi.  Rispetto al 2008 e' aumentato dello 0,8% anche il numero complessivo di dipendenti del Ssn (uomini e donne). Il numero di medici e' cresciuto dell'1% (da 106.266 a 107.333), mentre gli infermieri dello 0,8% (da 261.943 a 264.093 unita'). Nel 2009 la Regione con il maggior incremento di personale e' stata la Puglia (+5,0%), il Molise quella con il maggior calo (-2,4%). La presenza maschile e' piu' forte in Campania (58%), la piu' bassa in Piemonte, in Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Bolzano (27%). Tra i dipendenti del Ssn, nel 2009 i medici sono stati 107.179 (106.266 nel 2008), 154 gli odontoiatri (come nel 2008). I veterinari sono diminuiti, passando da 5.441 del 2008 ai 5.377 del 2009, cosi' come i biologi (da 3.758 a 3.713), i chimici (487 a 444), mentre sono aumentati farmacisti (da 2.343 a 2.406), fisici (da 428 a 444) e psicologi (da 5.781 a 5.852).
 

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