Arriva in Italia la penna monouso per gli ammalati di sclerosi. Ferme invece le autorizzazioni dell’Aifa per i farmaci inibitori contro l’epatite C

Farmaci | Redazione DottNet | 19/06/2012 19:47

Arriva anche in Italia la penna pre-riempita monouso che consente l'autosomministrazione intramuscolare di interferone beta-1a, permettendo di facilitare l'assunzione del farmaco da parte dei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente. Il farmaco e' stato presentato oggi a Milano a Palazzo dei Giureconsulti.''La nuova penna pre-riempita e' un'innovazione che rendera' i pazienti piu' indipendenti, facilitando l'accettazione della terapia - spiega Antonio Bertolotto del Centro di Riferimento Regionale Sclerosi Multipla dell'ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano (To) - Inoltre, la possibilita' di eseguire la procedura senza vedere l'ago consentira' di superare anche l'agofobia, frequente nel 22% dei pazienti. Recenti studi hanno dimostrato che la nuova penna pre-riempita riduce l'ansia legata all'iniezione per il 66% dei pazienti, il dolore nel 68% dei casi ed e' piu' facile da impugnare per l'89%''.

Rispetto alle altre terapie con interferone ''la diversa via di somministrazione - conclude Bertolotto - ha il vantaggio di permettere una sola iniezione a settimana e di ridurre le reazioni nel sito di iniezione, come eritemi e ponfi, che si verificano invece piu' frequentemente nelle terapie sottocutanee''. Se per gli ammalati di sclerosi di sono notizie confortanti, la situazione peggiora per gli ammalati di epatite C: “L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) deve autorizzare al piu' presto l'immissione in commercio dei nuovi farmaci contro l'epatite C”, chiedono  le associazioni dei pazienti: "Non comprendiamo perchél'Aifa - dichiara Tonino Aceti, responsabile del Cnamc-Cittadinanzattiva - nonostante i dati disponibili sul costo-efficacia di tali farmaci tardi ad autorizzarne l'immissione in commercio e la rimborsabilità da parte del Ssn". La nuova classe di farmaci, i cosiddetti "inibitori della proteasi", secondo i dati presentati al convegno avrebbe una percentuale di successo superiore al 70%: "Comprendiamo le difficoltà legate al tema più generale dei costi e della sostenibilità economica - spiega Ivan Gardini, presidente dell'associazione Epac - ma se garantire sostenibilità vuol dire negare l'accesso a terapie costo-efficaci, dovremmo interrogarci bene su dove stiamo andando, sull'eticità delle scelte statali in nome della sostenibilità. Chiediamo quindi che i nuovi farmaci per la cura dell'epatite C siamo disponibili ai pazienti prima dell'estate".

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