Oggi incontro tra sindacati e ministro della Salute. Cardinale: i medici stiano tranquilli, i tagli non riguarderanno loro. Agenas: il risparmio non si fa sulle forniture sanitarie

Sindacato | Redazione DottNet | 19/06/2012 19:50

Questa mattina è in programma un incontro tra i sindacati medici e il sottosegretario alla Salute Elio Cardinale. Sul tappeto le “problematiche relative alla professione medica" e i provvedimenti da attuare per ridurre la spesa nel settore. Nel corso dell'appuntamento dovrebbero essere affrontate tutte le questione care ai camici bianchi, tra cui la libera professione intramoenia allargata, la responsabilità professionale, il precariato, la riorganizzazione delle cure primarie.

 A tranquillizzare i camici bianchi e in particolare sui tagli alla sanità, ci pensa Cardinale: ''non ci saranno eventi traumatici per i medici italiani'' sottolineando però che ''qualche riequilibrio del sistema credo si debba e si possa fare. Ovviamente sarà concordato con i rappresentanti delle categorie. Ma, ripeto, non ci saranno interventi traumatici''. In sanità, aggiunge il sottosegretario, ci sono ''i margini per intervenire su inefficienze o pessimi finanziamenti all'interno del Servizio sanitario nazionale'' ma non si possono ''recuperare somme con nuove imposizioni fiscali, ne' - assicura - ci saranno nuovi ticket''. ''Ci sono preoccupazioni diffuse tra gli addetti ai lavori - conclude - ma oggi più che tagliare, è necessario un riequilibrio del personale all'interno del Ssn. Ci sono, ad esempio, sovraffollamenti in strutture pubbliche che possono avere invece una maggiore ridistribuzione delle risorse umane''. Sui tagli alla sanità interviene anche Giovanni Bissoni, presidente dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas): ''Il servizio sanitario, come tutti quelli del mondo ha margini di recupero ed efficienza, ma per quanto riguarda la spending review occorre avere chiaro che si tratta di un mondo diverso e non è banalmente sovrapponibile ad altre forme di revisione spesa della Pubblica amministrazione''. Secondo Bissoni ''non si può pensare di fare una spending review sulla carta per fotocopie al pari di protesi cardiologiche, perché quando entriamo in questa area di beni, la standardizzazione deve coinvolgere i professionisti che utilizzano queste protesi e questi strumenti, attraverso un confronto tra loro''. Altro aspetto riguarda l'acquisto delle prestazioni sanitarie: è un problema di appropriatezza delle prestazioni che, con tutto il rispetto per chi dovrà revisionare la spesa, è compito di chi governa la sanità costruire una rete di servizi rigorosa ed essenziale''. Il terzo nodo riguarda i tagli nelle singole regioni: chi vanta bilanci in pareggio avrebbe meno margini di movimento, mentre quelle in difficoltà devono superare ulteriori problemi.

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