Corteo il 28 a Roma per il sanità day. Decretone: nuove regole per la responsabilità dei medici e misure contro le denunce. Precari, si studia la stabilizzazione

Redazione DottNet | 20/06/2012 22:54

Medici italiani in piazza a difesa del Servizio sanitario nazionale (Ssn) con una serie di iniziative di protesta: il 28 giugno sono in programma assemblee in tutti i capoluoghi di provincia per il Sanita' Day, e il 27 ottobre ci sara' una manifestazione nazionale con corteo a Roma. ''Proteste che al momento non contemplano lo sciopero''. A promuovere le iniziative sono le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici professionali e amministrativi dipendenti e convenzionati con il Ssn e della ospedalita' privata.

 ''E' gravissimo - ha detto il segretario dell'Anaao Assomed, Costantino Troise - che nessun partito politico ne' vecchio ne' nuovo ne' nessuna istituzione si senta in dovere di alzare un dito'' rispetto a una sanità pubblica stretta tra spending review, conflitti istituzionali e definanziamento. Il rischio paventato dai sindacati e' che il sistema ''cambi pelle'' e che si vada sempre più verso il ''privato che fa profitto'' visto che i cittadini sono sempre più vessati da ticket e super-ticket, e ''andando contro il dettato costituzionale e portando sempre più a un diritto alla salute garantito sulla base del censo''. Nel mirino dei sindacati anche le Regioni, che hanno in capo la gestione della sanita' pubblica, che ''sono latitanti'', come ha sottolineato il presidente nazionale della Cimo Riccardo Cassi, nei confronti dei problemi del sistema del sistema e dei professionisti. ''Tagliare ancora la sanita' pubblica - ha concluso Massino Cozza, segretario della Fp Cgil Medici - e' una scelta miope e dissennata che spinge i cittadini fuori dal perimetro della sanita' pubblica a tutto vantaggio dei profitti del privato''. 

Decretone sanità

Nuove regole in arrivo sulla responsabilità professionale dei medici nel 'decretone' sanita', come lo ha definito, secondo quanto riferiscono i sindacati dei medici del servizio pubblico, lo stesso ministro della Salute, Renato Balduzzi. Nel decreto, che dovrebbe essere presentato la prossima settimana, il ministro ha confermato alle organizzazioni sindacali l'intenzione di inserire nuove misure che in un colpo solo potrebbero ottenere il doppio risultato di contrastare il boom delle denunce a carico dei medici e cosi' ottenere risparmi ingenti per il Servizio sanitario nazionale visto che la medicina difensiva, secondo stime, costa oltre 10 miliardi di euro l'anno, circa il 12% del Fondo sanitario. Il decreto, che nasce in primis dalla necessita' di prorogare il regime transitorio per l'attivita' libero-professionale dei medici, in scadenza il 30 giugno, dovrebbe prevedere, tra i capisaldi, delle nuove regole in tema di responsabilita' professionale l'introduzione di tabelle di riferimento per i risarcimenti, i ricorsi contro i medici solo per colpa grave o dolo, l'introduzione di un fondo di ''solidarieta' '' a costo zero per lo Stato per i maxi-risarcimenti e ''per alcune categorie piu' esposte'', come ha spiegato Massimo Cozza della Cgil Medici, e l'istituzione di un albo dei periti e possibilita' di disdetta da parte delle assicurazioni solo dopo aver pagato il risarcimento.

Stabilizzazione precari

Continuano a crescere i contratti a tempo determinato negli ospedali italiani, tanto che i precari hanno ormai toccato quota diecimila. A scattare la fotografia è il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza, annunciando che la questione dei precari in sanita' sara' affrontata al tavolo sul precariato della Pubblica Amministrazione, sulla base di un documento elaborato dai sindacati e condiviso dal ministero della Salute. Allo studio ci sarebbe, come ha riferito dal segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise, ''la proroga dei contratti in essere per permettere alle Regioni di tenerli in servizio e di assorbirli in modo graduale''. I sindacati hanno riferito anche che il ministro della Salute, Renato Balduzzi si e' detto ''fiducioso che si possano ottenere risultati'' e che la questione possa trovare una soluzione. Alla luce, soprattutto, come hanno sottolineato i sindacati, della specificita' del settore nel quale ''ogni uscita non rimpiazzata adeguatamente rappresenta una perdita di un pezzo di diritto alla salute per i cittadini''.

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